La Regione minimizza «Non c’è emergenza»

L’assessore Careddu aveva avviato un’inchiesta sui bus Arst

NUORO. La relazione degli ispettori mandati dalla Regione sui pullman dell’Arst arriva a un mese esatto dall’inizio del nuovo anno scolastico, inaugurato a suon di polemiche a seguito dei disagi denunciati dagli studenti di alcuni paesi costretti a viaggiare in piedi per raggiungere le scuole cittadine. I dati che arrivano da Cagliari, però, parlano di una situazione diversa rispetto a quella segnalata dai pendolari e dalle loro famiglie. I numeri fotografano una condizione in cui non si registra, salvo in una sola giornata, alcun tipo di sovraffollamento sui bus dell’Arst dove la media dei viaggiatori non risulta essere mai superiore al numero di posti a sedere messi a disposizione dall’azienda trasporti. In particolare da Sarule (centro dal quale era partita la prima segnalazione) viaggiano giornalmente verso Nuoro circa 45 utenti.

Gli ispettori, sotto mentite spoglie, a partire dal 28 settembre e fino a metà ottobre, hanno percorso insieme ai passeggeri la linea 505 che collega Nuoro a Oniferi, Orani, Sarule, Ollolai, Gavoi, Lodine e Fonni; e la 9127 che partendo da Sorgono passa per Austis, Teti, Tiana, Tonara, Ovodda, Gavoi, Ollolai, Olzai, Sarule, Orani, Oniferi fino ad arrivare a Nuoro. Ebbene, stando ai dati forniti solo il 29 settembre alle 13,44 sul pullman per Sarule si contavano 58 passeggeri su 55 posti a sedere.

«Come annunciato, dopo le segnalazioni – ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti, Carlo Careddu – ho disposto l’ispezione all’Arst. I risultati sono stati comunicati e ho chiesto comunque di implementare il servizio laddove fosse necessario. Desidero quindi sottolineare – aggiunge Careddu – lo straordinario impegno della Regione nel rinnovo della flotta degli autobus. Nel 2017 sono stati stanziati 22 milioni di euro per l’acquisto di 101 nuovi pullman nel rispetto dei più alti standard qualitativi che a partire da novembre prossimo incominceranno a entrare in servizio e abbiamo ottenuto ulteriori risorse Cipe pari a 150 milioni di euro che consentiranno di rinnovare l’intera flotta Arst».

I “controllori” della Regione durante gli accertamenti hanno anche avuto modo di rilevare problemi comportamentali da parte degli studenti, e toccare con mano le situazioni che sono costretti a vivere i dipendenti Arst durante i turni di lavoro. L’immagine descritta, fa vedere da una parte ragazzi che si accalcano davanti alle porte del bus in movimento per poter salire col massimo anticipo rischiando anche di procurarsi danni fisici durante la salita; giovani che non obliterano i biglietti oppure a volte usano quelli contraffatti; altri che perdono il bus intenzionalmente e ancora alcuni che transitano dietro i pullman in manovra ignorando deliberatamente le indicazioni degli operatori. Dall’altra, invece, autisti dei mezzi che sottoposti a uno stress quotidiano, solo grazie a professionalità e autocontrollo riescono ad evitare ulteriori disagi, rispondendo sempre alle esigenze dell’utenza.

«I problemi per i nostri studenti si sono risolti solo in parte – dichiara Francesca Nieddu, la mamma di Sarule che un mese fa aveva lanciato l’appello all’Arst perché aggiungesse un pullman in più per i ragazzi altrimenti costretti a viaggiare in piedi – Da quando gli orari delle lezioni sono definitivi, i nostri figli riescono ad affrontare il viaggio di rientro il più delle volte seduti. Il problema però persiste la mattina – aggiunge la donna – . Alle 7 e alle 7,20 gli studenti sono costretti a salire sul pullman di linea che parte da Sorgono e fa tappa in altri paesi della provincia prima di arrivare a Sarule. Noi abbiamo 45 ragazzi che fanno l’abbonamento mensile e che chiedono di poter avere un mezzo tutto per loro. Nel frattempo come famiglie abbiamo coinvolto il Comune: abbiamo avuto un incontro con il commissario prefettizio, Felice Corda, che ha proposto di poter noleggiare un mezzo per
il solo trasporto degli studenti. Un argomento – conclude la mamma di Sarule – che dovrà però essere ancora vagliato da tutti. Organizzeremo presto un’assemblea pubblica per cercare di capire cosa sia meglio fare per i nostri figli, soprattutto per farli viaggiare in totale sicurezza».

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