Nuoro, un milione per i siti archeologici

La Regione ha finanziato diverse campagne: dal nuraghe di Tanca Manca al santuario di Gremanu

NUORO. Dal complesso nuragico di Tanca Manna, incastonato nel tessuto urbano di Nuoro, al santuario di Gremanu nel territorio comunale di Fonni. Nel piano straordinario regionale degli scavi voluto dall’assessore alla Cultura Giuseppe Dessena, una buona fetta dei 6 milioni e mezzo di euro stanziati per l’annualità 2018 è riservato ai siti archeologici di Nuoro e provincia in un’ottica di valorizzazione e musealizzazione.

Un milione di euro sarà destinato agli interventi programmati dalla Regione sul territorio nuorese. Si parte con i 200mila euro destinati al recupero della torre aragonese di Santa Lucia a Siniscola. «La struttura – dice l’assessore Dessena – si affaccia su una piazza ma da anni è impossibile visitarla perché transennata a causa dei cedimenti strutturale».

Altri 200mila euro andranno al più straordinario raggruppamento di menhir del Mediterraneo, il parco archeologico di “Biru ‘e Concas”, a pochi chilometri da Sorgono, nel Mandrolisai. Per il complesso nuragico di Tanca manna sono a disposizione 86mila, compresi nel Piano di rilancio del nuorese elaborato dal Comune ma finanziati dall’amministrazione regionale. A Fonni per Gremanu e Medau (dove insiste una necropoli dell’Età del bronzo) arriveranno altri 100mila euro. A Dorgali il nuraghe Mannu è destinatario di 90mila euro. «Nel piano – prosegue l’assessore regionale – sono compresi Anche Aritzo, Meana Sardo, Bortigali e Macomer». Il piano straordinario degli scavi previsto a partire dal 2014 in realtà è partito lo scorso anno quando l’assessorato ha finanziato campagne di scavo e interventi di valorizzazione per un milione di euro reperiti attraverso diverse fonti di finanziamento. «Si tratta – commenta Dessena– del più grande piano di scavi fatto dalla Regione che verrò affiancato da interventi di promozione e informazione nelle scuole».

Gli interventi coprono l’arco temporale che va dal periodo prenuragico a quello medioevale e giudicali e hanno l’obbiettivo di ampliare l’offerta turistica. «Cultura – dice l’assessore – è uguale a economia. La Sardegna è la decima regione in Italia per numero di visitatori negli scavi e registra un importante 7,9 per cento in più rispetto all’anno precedente. Noi abbiamo il dovere di rendere fruibile

il nostro immenso patrimonio e di sfruttarlo in chiave economica». Il 5 per cento dei fondi trasferiti agli enti locali per gli scavi è, infine, destinato obbligatoriamente alla promozione. «Mi auguro – conclude Dessena- che gli amministratori locali si attivino al più presto».
 

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