talana  

Grande guerra, recital per i caduti

Il paese ricorda le sue vittime con uno spettacolo del Crogiuolo

TALANA. La comunità talanese quest’oggi, a partire dalle 11, commemorerà i caduti di tutte le guerre. Lo farà anche con il recital “La grande guerra”, una produzione delka compagnia teatrale “Il crogiuolo”, con testi di Salvatore Cubeddu e Piero Marcialis. Gli interpreti dello spettacolo, Piero Marcialis, Franco Siddi e Rita Atzeri, saranno accompagnati dall’organetto di Efisio Puddu. La compagnia teatrale si rifà alle parole di don Lorenzo Milani «Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600mila morti?». Dietro la retorica della patria, la realtà della Grande Guerra, fu morte, sporcizia, fango, miseria, affarismo e fellonia. «Alla Sardegna – spiega Il crogiuolo – si regalò il mito della Brigata Sassari, dei Diavoli Rossi, poveri diavoli invece fatti carne da macello. L’isola contava 870mila abitanti, 98mila giovani andarono in guerra. Ufficialmente morirono in 13.602, ma furono in 17mila a non tornare, pochissime famiglie non ebbero un morto da piangere, un disperso, un mutilato.E mentre al fronte si moriva, in Sardegna mancavano cibo e medicine, si moriva di tubercolosi e di malaria, in misura maggiore che nella penisola». Il crogiuolo ricorda infine ciò che scrisse Emilio Lussu: «Perché facciamo la guerra? Questa domanda l’ho sentita migliaia
di volte. I prigionieri che facevamo erano anch’essi tutti contadini e operai.Certe azioni senza senso logico, studiate apposta per far massacrare i soldati rivelavano che in realtà il vero nemico era il generale». E oggi ci sarà modo per riflettere su queste parole. (l.cu.)

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