Cedrino, piene e strade le preoccupazioni dei residenti di Irgoli

IRGOLI. C’è apprensione nella valle del Cedrino per le piene del fiume di questi giorni. Apprensione e paura che gli argini, mai messi in sicurezza, possano cedere ogni volta che a valle arrivano le...

IRGOLI. C’è apprensione nella valle del Cedrino per le piene del fiume di questi giorni. Apprensione e paura che gli argini, mai messi in sicurezza, possano cedere ogni volta che a valle arrivano le ondate d’acqua. Un problema che non vede fine, visto che secondo i cittadini si fa poco o nulla per risolverlo definitivamente e mettere in sicurezza l’alveo del fiume. Del lavoro si parla da tempo ma è fermo per diverse ragioni. «C’è stata un po’ di confusione – dice il sindaco di Irgoli, Ignazio Porcu : perché hanno messo in mezzo altre cose. Io ho fatto una ordinanza per una strada provinciale a senso unico. Il livello delle acque, anche della diga, che qualcuno ha tirato in ballo non c’entrano. Per quanto riguarda le acque del fiume Cedrino, in questo periodo posso dire che non abbiamo avuto nessun problema. Una cosa è certa: bisognerebbe fare una pulizia negli argini in maniera che sia una circolazione regolare delle acque bianche. Riguardo ai lavori del Consorzio di bonifica, proprio l’altro giorno ci sono stati chiesti i mappali delle zone di nostra competenza, per la pulizia e il ripristino, ma degli altri lavori di cui non si sa nulla. I nostri problemi – conclude il sindaco Ignazio Porcu – sono dovuti alle condizioni della viabilità. Strade che stanno cedendo e che hanno urgente bisogno di lavori».

Un comitato di cittadini – che annuncia il coinvolgimento di tutti i centri della bassa Baronia per organizzare quanto prima una manifestazione congiunta di protesta sui lavori di messa in sicurezza dell'alveo del Cedrino – manda un suo comunicato: «Gli eventi del 2013 non hanno insegnato niente alla dirigenza del Consorzio di Bonifica di Nuoro, perché anche nel novembre 2013 il Ciclone Cleopatra mise in ginocchio due comunità e un intero territorio, con la perdita anche di una vita umana, eppure anche in quella occasione è noto che i lavori dell'innalzamento dell'argine dovevano concludersi circa un anno prima dell’evento che tutti conosciamo. È incredibile – continua il documento – la superficialità con la quale vengono gestite opere di questa importanza, sia da parte della Regione sia da parte dell’ente appaltante, in questo caso il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale. Si chiede ai responsabili quali siano state le azioni intraprese per la definizione nei tempi contrattuali dell’opera, e perché con ritardi anche di pochi mesi, imprese inadempienti non vengano allontanate dal cantiere e si trovino soluzioni che garantiscano la realizzazione delle opere nei tempi stabiliti. Nell’attesa del riavvio dei lavori
e della loro definizione, continuiamo ad affidarci alla fortuna, sperando che le precipitazioni non assumano carattere eccezionale, e sperando che nel futuro chi ha esposto al rischio alluvione una intera comunità, per un ulteriore anno, venga penalizzato adeguatamente». (n.mugg.)

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