Sanità, precari nuoresi in rivolta: «Ora l’Assl rispetti le graduatorie»

Assistente amministrativo ricorre al Tar contro l’esclusione «Il turn over è stato ripristinato ma l’azienda non assume»

NUORO. Precari da quasi tre anni, quattro assistenti amministrativi chiedono all’Ats il rispetto delle norme e l’assunzione a tempo indeterminato ora che il turn over nell’azienda sanitaria è stato ripristinato e risultano vacanti e disponibili 70 posti su scala regionale di quel determinato profilo professionale. Partono dalla considerazione che sono i primi a non essere stati assunti dell’unica graduatoria ancora in vigore in Sardegna. Sono padri e madri attorno ai 50 anni, che hanno lasciato le precedenti occupazioni confidando in un’assunzione che, a questo punto, ritengono un diritto. Uno di loro, Francesco Vedele, in questi giorni si è rivolto al Tar per vedere riconosciute le proprie ragioni.

I fatti. Nel 2011 l’allora Asl 3 di Nuoro bandì un concorso per la copertura di sette posti di assistenti amministrativi. Le domande di partecipazione furono cinquemila, e la severa selezione portò a ritenere idonei appena 47 candidati. Dopo i primi sette entrati diritto, negli anni l’Asl poi inglobata dall’azienda unica Ats ha assunto a tempo indeterminato un’altra ventina di lavoratori, fermandosi alla 26esima posizione in graduatoria. Un bicchiere mezzo pieno per chi veniva dopo, a partire dalla 27esima posizione, che è stato comunque chiamato al lavoro con contratti a tempo determinato, e ha cominciato a sperare in un’assunzione definitiva. È accaduto, però, che la Regione nel 2015 ha bloccato il turn over, nonostante un forte numero di pensionamenti e il crescente fabbisogno di personale. Lo spiraglio si è aperto nel maggio di quest’anno, quando l’Ats ha deciso di ripristinare il turn over e ha indicato in 70 unità il numero di assistenti amministrativi occorrenti per completare l’organico in tutta la Regione.

Dal 2015, Vedele, 27esimo in graduatoria (e dunque per così dire primo dei non assunti a tempo indeterminato) è stato più volte assunto dall’azienda sanitaria di Nuoro con contratti a termine: sei mesi la prima volta, ai quali è seguita una proroga di 18 mesi, poi una terza, una quarta e una quinta sino all’ultima, terminata il 30 aprile di quest’anno. È così anche gli altri idonei sino alla 30esima posizione. In totale ciascuno di loro ha totalizzato 34 mesi di servizio (ai 36 mesi le norme europee impongono l’assunzione a tempo indeterminato) e cinque chiamate (oltre, per le stesse norme, deve scattare l’assunzione). E così, in modo evidente sulla base di questa considerazione, l’Assl ha risolto il contratto con Vedele e i tre compagni di sventura, passando all’assunzione temporanea di coloro che li seguono in graduatoria. Non solo. Perché nel ricorso al Tar Vedele denuncia anche l’impiego di lavoratori di agenzie interinali, dunque al di fuori della graduatoria, che, va ricordato, al momento è l’unica valida in Sardegna.

Il turn over. A maggio 2018 come abbiamo visto l’Ats sblocca il turn over e fa sapere che nel triennio 2018-2020 i 70 posti di assistenti amministrativi verranno ricoperti (evidentemente con assunzioni a tempo indeterminato). Ma nel 2018 non viene previsto alcun ingresso al
lavoro, e la graduatoria “nuorese” scade – salvo ulteriori proroghe – il 31 dicembre prossimo. Vedele e i tre colleghi perderebbero così ogni diritto a un’assunzione che, anche in virtù dei corsi di formazione dell’Assl ai quali hanno partecipato negli anni, sentono come un loro diritto.

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