Assalto ai due quartieri dei Mastros e massajos

Su cojubiu in costume e la preparazione di su filindeu fanno impazzire la folla Polemica dei commercianti di via Lamarmora: «Una città di transenne»

NUORO. La due giorni di Autunno in Barbagia nel capoluogo barbaricino ha fatto registrare numeri da capogiro. Anche quest’anno turisti, appassionati e curiosi hanno scelto di visitare la città e di approfondire la storia di Nuoro attraverso le viuzze dei due quartieri storici. Santu Predu e Seuna sono stati il teatro ideale per una manifestazione che ha come obiettivo quello di riscoprire antiche usanze, sapori e profumi di una cultura che ormai è storia nota. Da una parte gli artigiani nelle case storiche di Santu Predu, dall’altra i produttori e i prodotti locali (grazie a Coldiretti e LegaCoop) nell’antico quartiere dei contadini e del santuario delle Grazie. Dopo il successo degli eventi di sabato, tanti i protagonisti della giornata di ieri a partire dalla ricostruzione del cojubiu nugoresu, organizzato dal Gruppo folk Ortobene, che in mattinata ha unito i due quartieri con uno stuolo di costumi, canti e la ritualità tipica di un momento unico.

«Anche quest’anno il rito si è svolto seguendo la tradizione – commentano ragazzi e ragazze dell’Ortobene –. Due ragazzi hanno portato i nove cuori dolci di mandorle inviati dalla suocera alla sposa, questi avevano la funzione di “torradura” ed erano utilizzati come bomboniere». A seguire l’antico corteo nunziale fino alle vecchie Grazie, in chiesa il Coro Su Nugoresu ha animato il rito con canti in sardo e in latino: «Ci riteniamo pienamente soddisfatti – concludono dall’Ortobene – come ogni anno l’emozione del rito affascina tantissimi già a partire dalla serenata del sabato sera». Ieri anche la magia de su filindeu, una preparazione che arriva ai nostri giorni da molto lontano e che Paola Abraini, tra le ultime depositarie di quest’arte, ha dimostrato davanti a centinaia di persone: «Ogni volta è una gioia – commenta Abraini – fa sempre piacere vedere tanta gente interessata alla preparazione e alla degustazione di questo antico piatto. È vero oggi siamo rimasti in pochi a conoscere il segreto di questa particolare lavorazione ma diamo il massimo per tramandarla di madre in figlia». Un grande afflusso di pubblico anche per Ecopasta che ha dimostrato la preparazione di culurjones e macarrones de busa. Tra gli eventi più interessanti il convegno sullo scrittore Romano Ruju e la Caccia al Nobel a cura degli insegnanti e degli allievi dell’Itc Salvatore Satta: un vero e proprio viaggio all’insegna della cultura organizzato in sintonia e con l’impegno degli uffici comunali: «Conoscere la città significa dedicare attenzione ai luoghi – commenta Tino Basile, mente dell’iniziativa – la Caccia al Nobel ha donato a tutti cultura e bellezza guidando il bambino verso la conoscenza di Grazia Deledda e dei personaggi che hanno raccontato la città e i luoghi identitari». Grande l’impegno delle tante associazioni della città che, per un totale di 178 esposizioni e 63 cortes, hanno curato con dovizia di particolari gli allestimenti facendo fare alla fiumana di visitatori un vero e proprio tuffo nel passato. «Possiamo ritenerci particolarmente soddisfatti – afferma Eleonora Angheleddu, assessore alle Attività produttive – in questa edizione c’è stato spazio per tutti soprattutto per i bambini ai quali sono stati dedicati spazi appositi. Vincente la collaborazione con le scuole che hanno gestito gli infopoint accompagnando quanti volessero lungo il percorso. Gli ospiti hanno condiviso lo spirito della manifestazione godendo appieno
dell’opera artigiana a San Pietro, delle produzioni a Seuna e dell’enogastronomia in piazza Vittorio Emanuele». Il bilancio della manifestazione resta positivo nonostante alcune polemiche arrivate dai commercianti di via Lamarmora per la chiusura al traffico della via senza preavviso.

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