Sanità, sindaci ancora sul piede di guerra

Salta la conferenza territoriale dell’Assl per discutere il piano triennale: erano presenti appena 14 amministratori su 52

MACOMER. Il parere da esprimere è obbligatorio, ma l’aria che tira ha tutti i contorni del dissenso e in tanti disertano. Così, alla riunione fissata lo scorso venerdì a Nuoro, dei 52 sindaci facenti parte della Conferenza territoriale socio sanitaria dell’ASSL di Nuoro che avrebbe dovuto discutere e approvare il piano sanitario triennale e la relativa programmazione attuativa, se ne sono presentati solo 15. Troppo pochi per raggiungere il numero legale necessario per procedere alla votazione.

Silvia Cadeddu, sindaca di Birori e presidente della conferenza, non ha potuto fare altro che prenderne atto e far saltare l’approvazione, non prima di aver chiarito che, allo scadere dei 20 giorni dal deposito degli atti, se la conferenza non esprimerà il suo parere, il non voto varrà come silenzio-assenso e quel piano passerà come se lo si fosse approvato. Il cuore della questione è il sistema sanitario e la sua riforma che, dopo le proteste incassate nel distretto oristanese, agita gli animi anche del territorio del Nuorese, nel quale da circa un anno si attende di poter interloquire con l’Ats per discutere delle troppe criticità segnalate dai distretti sanitari di Macomer, Sorgono e Siniscola. Il rischio paventato è quello di un ulteriore depauperamento dei presidi locali e non a caso al primo punto all’ordine del giorno nella convocazione della conferenza, la presidente Cadeddu aveva inserito proprio quelle criticità oggetto delle contestazione rivolte al nuovo piano regionale.

Nonostante questo, gran parte dei primi cittadini ha deciso di non partecipare: «È un atto di protesta silenziosamente assordante – dice la presidente Cadeddu – e capisco benissimo i miei colleghi che hanno scelto di attuarla per denunciare il grave stato di abbandono in cui versano le strutture locali e le mancate risposte ricevute». Una forma di protesta che potrebbe però essere controproducente e che spinge la sindaca di Birori a lanciare un invito alla partecipazione: «Ho riconvocato la conferenza per venerdì 23 novembre e rivolgo un appello a tutti i sindaci affinché partecipino e si esprimano nella sede titolata. Facciamo un confronto nel merito, se il piano non viene ritenuto valido lo si può sempre bocciare». Tra le criticità emerse durante l’assemblea, quella sottolineata dal sindaco di Silanus Gian Pietro Arca, che ha voluto focalizzare l’attenzione sul Pronto Soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro e sui tempi di attesa lunghissimi a cui sono sottoposti anche i pazienti ultraottantenni con codici non di emergenza.

Sul distretto sanitario di Macomer infine, i sindaci del Marghine si incontreranno mercoledì in una assemblea straordinaria convocata dal presidente della conferenza locale Ignazio Piras per discutere del paventato rischio depotenziamento del poliambulatorio macomerese. Le criticità più
rilevanti si registrerebbero nel reparto di oncologia, di riabilitazione e nel laboratorio di analisi. Sul reale pericolo di un progressivo smantellamento della struttura i sindaci si preparano a dare battaglia per un diritto delle popolazioni dell’interno che ritengono irrinunciabile.

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