Nuoro, il nuovo Man pronto fra un anno

Aggiudicati i lavori per il recupero degli edifici in piazza Sebastiano Satta destinati a ospitare il museo

NUORO. Fra poco più di un anno, agli inizi del 2020, il Man avrà una nuova sede in piazza Sebastiano Satta: la Provincia ha infatti appena approvato la graduatoria provvisoria per l’aggiudicazione dell’appalto per l’ampliamento del museo. Salvo imprevisti, i lavori saranno affidati all’impresa cagliaritana Andreoni, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 28% ritenuta complessivamente migliore delle proposte delle due concorrenti, le associazioni temporanee di imprese Engie Servizi-Razzetti e Bosazza e Giuseppe Ortu-Giampiero Caredda. L’importo iniziale dei lavori era appena al di sotto di un milione di euro. Adesso, spiega il dirigente del Settore Infrastrutture della Provincia Giuseppe Zucca, sarà necessario attendere i tempi tecnici previsti dalle norme in materia di appalti, poi i lavori potranno essere affidati, presumibilmente a gennaio ed essere avviati al più nel mese di febbraio. L’impresa ha un anno di tempo per concluderli, ma la Provincia potrebbe attuare particolari incentivi perché l’opera venga consegnata prima, e dunque durante lo stesso 2019.



Cosa conterrà il Man di piazza Satta? Lo spiega Tonino Rocca, presidente del museo sin dalla sua nascita (il primo ventennale del museo cade il 6 febbraio del prossimo anno), e dunque protagonista suo malgrado della lunga polemica innescata da un comitato per la difesa dell’opera progettata da Nivola, secondo il quale l’ingresso previsto dal primo progetto (una vetrata color bianco satinato lunga 7 metri per un’altezza di 2,70) avrebbe snaturato l’architettura complessiva della piazza. In seguito si è arrivati a un compromesso, con la porta della discordia (che non sarà più l’ingresso principale del museo, spostato di lato ma nella stessa piazza) ridotta a poco più di un metro di larghezza. Dal gennaio 2020, «in piazza Satta – dice Rocca – verranno allestite le mostre di arte contemporanea, ma qui troveranno spazio anche i laboratori per i bambini e gli uffici del museo. Verrà realizzata anche una sala per dibattiti e concerti che potrà contenere 70-80 persone. Nella sede storica del museo, invece, in via Satta, esporremo la collezione permanente del museo. Non tutta, ovviamente, perché si tratta di circa cinquecento opere – continua Rocca – ma una selezione di duecento, magari esponendole a rotazione per temi o per artisti. Com’è noto sono le opere attualmente ospitate al museo Tribu chiuso ormai da mesi per inadempienze dell’amministrazione comunale».



Prosegue intanto con successo la programmazione artistica avviata da Luigi Fassi, da aprile direttore del museo nuorese. Le tre mostre appena inaugurate (e visitabili sino al 3 marzo prossimo), dedicate al tema delle migrazioni, stanno raccogliendo successo ben oltre i confini dell’isola. «Sono venuto nel cuore della Sardegna per riportare l’Europa nel Mediterraneo», ha detto in una recente intervista al quotidiano La Stampa il quarantenne direttore del Man, torinese e con una lunga esperienza all’estero, illustrando le esposizioni in corso. «La Sardegna – ha spiegato Luigi Fassi – è uno straordinario archivio a cielo aperto del Mediterraneo, un luogo distopico che vive in modo più visibile una serie di emergenze europee: depopolamento dei paesi e fuga dei giovani, sbarchi di migranti, depressione industriale». (p.me.)
 

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