Dna, in campo l’università

L’ateneo di Sassari pronto a ospitare i campioni genetici

TORTOLÌ. L’Università di Sassari è disposta a “ospitare” temporaneamente i campioni di Dna ogliastrino attualmente sotto sequestro per un indagine della pRocura di Lanusei. La novità è emersa nel corso dell’incontro che si è tenuto venerdì pomeriggio nella sala della Provincia a Tortolì tra l’associazione “Identità ogliastrina” guidata da Flavio Cabitza e i sindaci dei comuni che aderirono al progetto di ricerca scientifica sul genoma ogliastrino. L’accordo raggiunto tra amministratori locali, associazione e ateneo sassarese potrà essere concretizzato una volta che la magistratura, impegnata in un’inchiesta per il furto del materiale genetico, dissequestrerà i campioni custoditi nel laboratorio di Perdasdefogu e il Garante per la privacy restituirà le provette ai donatori. Nel frattempo amministrazioni e cittadini continueranno a raccogliere le firme necessarie a revocare il consenso per il trattamento dei dati nei confronti della Tiziana life sciences, multinazionale con sede a Londra che ha acquistato all’asta fallimentare la biobanca creata grazie al progetto SharDna. All’assemblea era presente Giannino Deplano, sindaco di Ussassai, che ha sposato la linea d’azione. «Una volta completata la raccolta firme chiederemo il dissequestro dei campioni. Vogliamo che il Dna torni a casa. L’Università – ha detto – farà da garante». Con lui c’erano anche i colleghi di Loceri, Urzulei ed Escalaplano (Roberto Uda, Ennio Arba e Marco Lampis). «La raccolta a Loceri inizierà a gennaio e interesserà, attraverso due moduli sia i donatori sia i loro discendenti. Credo – ha commentato Uda – si tratti di un’azione importante a tutela del Dna che va visto come importante fonte di ricerca e di sviluppo economici per il territorio». Per la prima volta ha fatto al sua comparsa anche la Provincia di Nuoro proprietaria dei locali che ospitano il laboratorio sotto sequestro. E che, attraverso il subcommissario per l’Ogliastra Tonino Mereu, si è detta pronta a valutare la possibilità di concedere i locali sotto sequestro a Identità ogliastrina, che non ha fini di lucro. «Sino a quando nella società c’erano anche i comuni – ha spiegato Mereu – aveva un senso cederlo gratuitamente in comodato d’uso. Ora non più: stiamo valutando la possibilità di darli all’associazione sperando che sia l’inizio di un percorso ceh abbia ricadute economica in Ogliastra». Esulta Flavio Cabitza, portavoce dell’associazione che si è battuta contro la vendita della biobanca a Tiziana Life e che parla
di una soluzione ormai prossima: «L’associazione si è fatta tramite e ha chiesto all’Università di Sassari di custodire temporaneamente i campioni in un laboratorio adeguato. L’accordo verrà sottoscritto tra un mese con la referente dell’ateneo, la ricercatrice Grazia Fenu». (g.f.)

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