I ragazzi Pintor morti sulla statale 129: 15mila firme nella petizione #adessobasta

Nuoro, al liceo scientifico un incontro in memoria dei fratelli morti il giorno di Natale 2017 sulla strada insicura e piena di pericoli

NUORO. A un anno dalla tragedia di Natale che colpì la famiglia Pintor e sconvolse l’intera comunità nuorese, ieri nell’aula magna del Liceo scientifico Fermi tantissimi giovani hanno voluto ricordare Francesco e Matteo i due fratelli di 23 e 16 anni, studenti di quella scuola, morti sulla statale 129 mentre erano diretti a Pattada, a casa dei nonni, per il pranzo di famiglia. Un anno lungo e doloroso che è servito però a raccogliere 15mila firme per la messa in sicurezza della Statale. «#Sos 129. Adesso basta» è la petizione lanciata un mese dopo la tragedia da Giovanni Pintor, fratello delle due vittime, rimasto miracolosamente illeso nell’incidente che in questi mesi, con l’appoggio dei sindaci del territorio, ha saputo trasformare il suo dolore privato in un dolore pubblico, lanciando un “urlo” di speranza per l’avvio dei lavori in quella che è stata ribattezzata “strada della morte”. Un tratto in cui la presenza di incroci a raso, l’assenza di una banchina asfaltata, la poca manutenzione del manto stradale e l’estrema pericolosità del guardrail l’hanno trasformata troppe volte in una trappola mortale per decine di giovani vite.

Ieri cinque raccoglitori sono stati consegnati agli amministratori del territorio presenti: ai sindaci di Nuoro, Orotelli e Bottidda; all’assessore regionale alla pubblica istruzione Giuseppe Dessena; al commissario straordinario della provincia Costantino Tidu e al deputato nuorese Cinque Stelle, Alberto Manca, che hanno contribuito ad arricchire il momento di importanti proposte. Un incontro organizzato dagli alunni del Liceo per ricordare i due fratelli nuoresi, loro amici e vittime della strada ma anche per fare insieme il punto della situazione sulla viabilità provinciale e capire come si intenda agire per dare risposte alle comunità che queste strade le attraversano quotidianamente. Gianfranco Fancello docente dell’Università di Cagliari, partendo dalla situazione europea e toccando prima quella italiana e poi quella sarda, ha evidenziato come negli ultimi anni il trend sui numero di morti sulle strade ha subito un blocco rispetto agli obiettivi sperati dall’Unione europea.

«L’Italia – ha detto Fancello – non è un paese virtuoso: in 17 anni c’è stata una diminuzione del 34% degli incidenti mortali rispetto alla percentuale del 50 richiesta. Nel 2017 il numero dei morti è stato di 3300: è come che un paese come Fonni – ha aggiunto l’esperto – sparisse ogni anno –. In Sardegna è uguale: negli ultimi 10 anni si è registrata una diminuzione del 40% ma solo l’anno scorso si sono contati 90 morti senza che nessuno se ne sia accorto. Tanti quanti sono stati nel 2012: elemento questo che denota come il dato sia più legato alla casualità che a una politica strutturale atta a far diminuire il trend». A questo sono seguiti gli interventi del commissario della Provincia e dei sindaci che hanno sottolineato come sia difficilissimo per le amministrazioni poter intervenire e soprattutto, riuscire ad avere finanziamenti adeguati.

«Abbiamo fatto sentire la nostra voce tante volte negli uffici della Regione – ha detto il primo cittadino di Orotelli, Nannino Marteddu – Occorre sperare che i lavori partano presto e che la Ss 129 venga sistemata in modo da evitare nuove croci. L’ideale sarebbe una strada a 4 corsie che possa collegare il territorio e far viaggiare gli utenti in sicurezza». Per questo si prospettano tempi lunghi perciò il sindaco di Bottidda, Daniele Cocco, ha proposto il posizionamento degli autovelox, in ingresso e in uscita, convinto del fatto che uno dei degli elementi alla base degli incidenti sia proprio la velocità. Una battaglia infinita questa della statale 129 iniziata anni fa dalle amministrazioni ma che la tragedia dei Pintor ha reso ancora più convincente e unanime.
 

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