Urzulei recupera gli ovili più antichi

Il Comune con Forestas lancia un progetto di restauro con i materiali originari

URZULEI. È un viaggio a ritroso nel tempo, quello compiuto da Urzulei in collaborazione con l’agenzia Forestas, nell’ambito degli interventi di tutela delle aree Sic denominato “Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei-Su Suercone”. E proprio questo “monumento naturale” da cui prende nome il Sic (Sito di interesse comunitario) con i suoi 500 metri di diametro e 200 di profondità, si vanta di essere la dolina carsica più grande d’Europa, frutto dell’affossamento di una volta carsica nel cuore del Supramonte, nei territori di Oliena, Orgosolo e Urzulei. «L’obiettivo del piano _ viene precisato dall’esecutivo comunale guidato dal sindaco Ennio Arba – è essenzialmente quello di incrementare la competitività dell’area, attraverso l'impiego di lavoratori disoccupati residenti nei Comuni ricadenti nel Sic e la valorizzazione dei principali attrattori turistici presenti nel territorio. Tra questi, gli antichi ovili del Supramonte rappresentano sicuramente un elemento di grande importanza e fascino. Diversi sono quelli ancora presenti. E nel progetto ideato da Forestas è stato previsto un restauro di tipo conservativo, nel rispetto di tutte le tipologie costruttive tipiche di ciascun territorio e con l'utilizzo dei materiali originari.

Per quanto attiene al Comune di Urzulei, è stato approvato il progetto di completamento proposto dal Forestas, che prevedeva la spesa complessiva di 67mila per la sistemazione di quattro ovili, tra i quali quello di S'Erbeighile. «La struttura dell'ovile – viene evidenziato – risultava essere completamente assente, perduta nel tempo. Grazie ai racconti dei pastori e delle persone che hanno vissuto in questo territorio, è stato possibile realizzare ex novo l’opera, partendo proprio dai ricordi ancora impressi nella loro memoria. L'opera di ricostruzione è stata fatta interamente a mano, con pietre e tronchi presenti nell’area circostante, senza ponteggi o autogru, in quello che sembrere be un vero e proprio salto nel passato».

Il lavoro che il Comune di Urzulei ha portato avanti in collaborazione con l’Ente Foreste della Sardegna, rappresenta sicuramente un simbolo importante. «Il segno – concludono
– che la storia del Supramonte e dei pastori che hanno conosciuto e frequentato questi luoghi, possa essere restituita al mondo e a noi, attraverso un lavoro capace di riportare in vita gli antichi ovili. E per questo noi ringraziamo Forestas e tutti i lavoratori coinvolti nel progetto.

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