«Strada della morte, la pazienza è finita»

Dopo l’appello di Becciu. Il fratello delle 2 vittime: «La statale 129 va sistemata». Pressing dei sindaci su Regione e Anas

NUORO. «Le strade siano solo un mezzo di comunicazione e non trappole mortali». Questo è stato il monito del cardinale Angelo Becciu, ex sostituto alla segreteria di Stato vaticana, durante la celebrazione in suffragio dei fratelli Matteo e Francesco Pintor scomparsi un anno fa, proprio il giorno di Natale, mentre percorrevano la statale 129 Nuoro-Macomer. È trascorso già un anno da quella giornata tristemente indimenticabile, ma cosa è stato realmente fatto, a tutti i livelli, per rendere sicura quella strada della morte e per tenere vivo il ricordo dei due fratelli, di 16 e 24 anni, ennesime vittime di quelle curve troppo pericolose?

«A un mese dall’accaduto – racconta Giovanni Pintor, fratello delle vittime e superstite dell’incidente – nascevano #AdessoBasta; e il comitato creato per portare avanti la petizione Sos129. #AdessoBasta è un concetto che si propone di avere un impatto sociale deciso, un grido spontaneo che arriva per sensibilizzare sul tema della precarietà della rete viaria sarda e, in particolare, per far si che la SS 129 non sia più lo scenario di tragedie strazianti. Il comitato si occupa prevalentemente di diffondere il messaggio su due livelli differenti: il primo, più istituzionale, tramite le scuole, ha l’obiettivo di cambiare le cose: incontri, convegni, dibattiti sono il mezzo per quel fine: ottenere una rete integrata di trasporti. L’ultimo appuntamento risale al 22 dicembre, quando, nell’aula magna del liceo scientifico Fermi sono state consegnate le oltre 15.000 firme ai rappresentanti delle varie istituzioni. L’altro è un ambito più “giovanile”: una serie di eventi, sotto il nome di Nepo2k18, che sono stati organizzati tutto l’anno. Il comitato Sos129, è stato creato dagli amici di Francesco e Matteo e si è occupato di promuovere la petizione raccogliendo le 15.000 in meno di un anno di attività». Giovanni Pintor è tra i principali portatori di un messaggio chiarissimo: «#AdessoBasta – afferma – è sulla bocca di tutti nell’isola, forse perché la pazienza è finita. Sia chiaro, ciò che si vuole comunicare non è rabbia, il messaggio è scevro da ogni sfumatura polemica e da critiche di livello tecnico o politico, molto semplicemente è una presa d’atto: la SS 129 è la seconda strada più pericolosa in Sardegna e va messa a posto. Il comitato è attivo su più frangenti: non è solo la rete stradale a preoccuparci, ma in assenza di una rete integrata di trasporti che veda il suo pilastro in una ferrovia, le condizioni di povertà e spopolamento non andranno a migliorare».

Il mondo politico non è rimasto a guardare: «L’amministrazione nuorese – racconta il sindaco Andrea Soddu – ha contribuito, insieme ad altri comuni, con Anci e Cal a formare una sorta di comitato istituzionale che ha avviato il dialogo costruttivo e rivendicativo con Regione ed Anas, fino ad ottenere lo stanziamento di 5 milioni di euro per una prima messa in sicurezza dell'asse viario, prioritariamente nei punti critici ove si sviluppano maggiormente i sinistri. Adesso siamo depositari anche delle 15 mila firme e ci batteremo perché, come ha detto monsignor Becciu, queste siano vie di pace e di comunicazione e non vie di morte». «Stiamo lottando da diverso tempo – dice il sindaco di Orotelli Nannino Marteddu –, l’Anas ha preso un impegno preciso promettendo di consegnare i lavori entro luglio prossimo. Avere una strada a 4 corsie, è importante per la sicurezza dei cittadini e per lo sviluppo del territorio, soprattutto nei pressi di Orotelli dove si trova il tratto più pericoloso del tragitto. La battaglia continua, è importante per le famiglie». A fornire gli ultimi aggiornamenti, il consigliere regionale Gianfranco Congiu: «Dopo il raid dell’ingegner Soccodato, numero due di Anas, a Orotelli, si evince che l’azienda ha variato la situazione delle coperture finanziarie andando a pescare le risorse da un Accordo
Quadro che, a suo dire, consentiva maggiore velocità nella progettazione. Ad oggi però la musica non è cambiata: dei progetti Anas non si vede neppure l’ombra. Sulla messa in sicurezza della SS 129 stiamo giocando da mesi una partita decisiva, una battaglia umanamente necessaria».

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