Frana, lodeini all’attacco «Nessun ripristino rapido»

Il sindaco Spanu accusa la Provincia dopo il cedimento sulla Siniscola-Sant’Anna «Non ha attivato la procedura d’urgenza e ci lascerà isolati ancora a lungo»

SINISCOLA. «Siamo alle solite, nessun responsabile della Provincia, perché ribadisco la competenza è loro, si vuole assumere l’onere di attivare urgentemente il ripristino della viabilità e mettere in sicurezza la strada per Lodè»: sono parole dure, pesanti, quelle del sindaco di Lodè, Graziano Spanu, dopo che nei giorni scorsi, si è tenuto l’ennesimo vertice per decidere la cronologia degli interventi per togliere dall’isolamento un’intera comunità bloccata dalla frana sulla provinciale per Siniscola. «Ai politici regionali dico che la situazione è urgente e drammatica e che, i cittadini di Lodè pagano le tasse come tutti gli altri, votano per scegliere i loro rappresentanti e presumo che ne terranno conto durante le prossime elezioni – prosegue Spanu – in particolare saranno durissimi nei confronti di quegli amministratori che si stanno adagiando e assopendo di fronte a questa grave problematica in cui versa il paese in questo momento».

Non si può quindi intervenire con la legge 28 sulle emergenze idrogeologiche come si è fatto a Capoterra? «La Regione non dice che non si può applicare – replica il primo cittadino baroniese – ma che il tutto va gestito dalla Provincia che è proprietaria della strada numero 3 anche se, nel dopo alluvione, il ponte di Gallè della stessa Provincia è stato ripristinato dall’Anas. Serve la volontà politica e non invece scaricare la patata bollente ai vari enti. Tengo poi a precisare che anche l’altra strada per accedere in paese, la provinciale 24 da Torpè, dovrebbe essere chiusa al traffico dopo il verbale redatto il 18 novembre scorso dai vigili del fuoco a causa di un’altra frana». Lodè rischia quindi di restare isolato a lungo se si seguirà la procedura ordinaria che richiede progettazione, reperimento delle risorse, bando di gara e aggiudicazione delle opere.

«Si arriverebbe ad un cronoprogramma lungo e farraginoso» conclude Spanu. Ma anche tra i residenti il malumore e i disagi sono palpabili: «Questi signori non si rendono conto della responsabilità di lasciare un paese intero isolato – dice un emigrato rientrato per le vacanze natalizie – alcuni tecnici vorrebbero riadattare una vecchia
mulattiera di circa tre chilometri per bypassare la frana ma non ci potranno passare gli autobus togliendo la possibilità agli studenti di raggiungere le scuole, impedendo ai malati di arrivare in tempi decenti in ospedale o laboratori e isolando bar, ristoranti e attività della zona».

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