«Il Parco geominerario investa anche in Barbagia»

Confindustria scrive al presidente Agus: non esiste soltanto l’Iglesiente «I siti di Orani, Lula e Gadoni-Seui devono entrare nei nuovi circuiti turistici»

NUORO. Dalle parole alle proposte per dare la sveglia al Parco geominerario: «Il nostro obiettivo è far rinascere le aree minerarie, in modo che siano il centro di nuovi circuiti turistici, culturali e ambientali e al tempo stesso possano essere leva per l’avvio di nuove imprese, nel settore dei servizi turistici, dell’agroalimentare e dell’artigianato tipico». È Roberto Bornioli, presidente della Confindustria Sardegna centrale che scrive al presidente del Parco geominerario della Sardegna Tarcisio Agus. Dopo i recenti convegni e gli incontri sul tema a Orani, a Lula e a Gadoni, l’assoindustria barbaricina elenca le fasi di un piano di lavoro che pone i tre siti del Nuorese al centro della promozione e tutela turistica.

«Due delle otto aree inserite nel Parco geominerario, patrimonio Unesco dal 1998, si trovano nel centro Sardegna – sottolinea Bornioli –. Le miniere di talco di Orani e Guzzurra-Sos Enattos a Lula, insieme alla miniera di Funtana Raminosa a Gadoni e all’ex miniera di Seui: stiamo parlando di siti minerari straordinari, che meritano maggiore attenzione e promozione, anche perché rimasti per troppo tempo ai margini dell’azione del Parco geominerario, finora concentrata sui siti del Sud Sardegna, prevalentemente nell’Iglesiente. È ora che il Parco geominerario ponga concretamente al centro della propria attività i siti del Nuorese e li sostenga anche con risorse e progetti specifici, come in questi anni è stato fatto per gli altri siti. Anche perché – sottolinea ancora Bornioli –, nonostante le tante promesse, fino a oggi da parte del Parco geominerario non ci sono stati atti concreti in questo senso. Occorre accelerare e mostrare con i fatti che c’è la reale volontà di promuovere e valorizzare anche i siti minerari del centro Sardegna».

Sette i punti fondamentali contenuti nella proposta firmata dal presidente della Confindustria nuorese: elaborare un piano vero e proprio per le aree finora trascurate; attivare il servizio di guide ambientali per Funtana Raminosa e sostenere il Comune nella formazione di nuove guide ambientale oggi mancanti nel territorio (dei fondi stanziati a gennaio 2018, pari 1,6 milioni di euro per 13 Comuni, al Nuorese sono arrivate soltanto le briciole); riaprire come da impegni le sedi d’area a Orani-Lula e a Gadoni-Seui, da gestire con un direttore e personale dedicato riassumendo anche i lavoratori ex Iti Ifras; inserire i siti del Nuorese all’interno della rete regionale; attivare il biglietto unico in modo da incentivare la mobilità dei turisti da un sito all’altro della Sardegna; pubblicare carte, gadget, opuscoli divulgativi e quant’altro necessario al marketing; coordinarsi con gli altri parchi geominerari in Italia e all’estero per attivare sinergie e collaborazioni. «È fondamentale che il Parco geominerario – incalza Bornioli – si attivi per sostenere il turismo minerario in tutte le otto aree che lo compongono utilizzando i 12 milioni di euro di attivi di bilancio». «Auspichiamo che la disponibilità finanziaria possa essere investita per migliorare l’offerta, i servizi e le infrastrutture:
in molti casi infatti le strade di accesso ai siti minerari sono in condizioni precarie, manca la segnaletica, e lo stesso patrimonio minerario – chiude il presidente Bornioli – necessita di interventi di riqualificazione e manutenzione ordinaria e straordinaria». (l.p.)



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