Nuoro, Sos tres res premiano 60 bambini

Cerimonia nella chiesa del Rosario: festa con gli autori di tutta l’isola delle letterine in sardo ai re magi

NUORO. «Chi sanete tottu sos malaidos, chi pachene de prus su latte a sos pastores, e gai babbu istata cuntentu, e si mi podete mannare unu aereoplanu telecumannadu». Antoni Costa, 7 anni, di Orune, chiede ai Re magi salute per tutti, che il prezzo del latte venga pagato meglio a favore dei pastori (così suo padre sarà contento), e se possibile anche un aeroplano telecomandato. Maria Tiresa, 8 anni, anche lei di Orune, vorrebbe fare festa e invitare la pizza (altro che torta!) per il suo compleanno: «Sa die chi lompo sos annos, cherjo achere una esta inube Nasceddu e cumbidare sa pizza». Da Perfugas, invece, Fabio Camboni, quando si rivolge a sos Tres res, alza la posta in palio e chiede «pro a mie e sos frades mios unu viaggiu a Holliwood».

C’è di tutto, insomma, nel repertorio delle letterine scritte rigorosamente in sardo e inviate da ogni angolo dell’isola ai Re magi Martzioro, Baldassarru e Gasparru. Sessanta quelle più significative e simpatiche, già pubblicate a tempo di record in un libro e premiate ieri mattina nella chiesa del Rosario, rione Santu Predu, a Nuoro. «Nùgoro, sa capitale de sos Tres res» ha sottolineato Diegu Corràine, direttore editoriale della casa editrice Papiros, ideatore e anima di questo concorso tanto unico quanto longevo. Giunto alla 27ª edizione, ha finora coinvolto «a su mancu 10.000 pitzinnas e pitzinnos de sas iscolas elementares».

Duecento, almeno, i paesi che in tutti questi anni hanno risposto al concorso. «Il premio dimostra che, benché il sardo soffra di diversi problemi, soprattutto per l’intromissione sempre più forte di parole dall’italiano, si mantiene ancora forte, anche nell’infanzia» ha spiegato Corràine. «È evidente, però, che se il sardo vuole assicurarsi un avvenire, non potrà fare a meno di essere presente in modo curricolare nella scuola, nei mezzi di informazione e in tutti gli spazi comunicativi in cui è presente anche l’italiano, nella società e nel territorio».

Sono state proprio le scuole con i loro alunni e le loro instancabili e battagliere insegnanti, le grandi protagoniste della cerimonia di premiazione andata in scena ieri mattina (subito dopo la messa celebrata dal parroco don Giovanni Maria Chessa), davanti ai tre Re magi (tre volontari con tanto di costume) arrivati al Rosario per la gioia dei bambini. E se è vero che le elementari di Orune l’hanno fatta da padrone, per numero di partecipanti e di vincitori, altrettanto vero è che la festa allargata ha chiamato sul podio piccoli di tutta la Sardegna, del Sassarese come di Casteddu, di Macumere e di Irbono, Tonara, Garteddi.

Ai 60 vincitori, la giuria del concorso “Iscrie una lìtera a sos tres res” ha regalato il libro con le lettere edizione 2019 e un rompicapo di 100 pezzi, con l’immagine a colori che ogni anno prepara per l’occasione la nota illustratrice Pia Valentinis. Il libro “Literas a sos tres res 2019” (Papiros) pubblica, oltre le 60 lettere premiate, anche un vocabolario bilingue con le prime 100 parole in sardo e in occitano (a cura di Mariona Miret), una lingua neolatina parlata nel meridione della Francia: la lingua del premio Nobel 1904, Frédéric Mistral. Negli anni scorsi, invece, le stesse prime 100 parole che accompagnavano il libro erano in inglese, francese, spagnolo, catalano. «Diversamente dalle precedenti edizioni – ha chiuso Corràine –, in cui chiedevamo il patrocinio di un Comune della Sardegna, anche quest’anno gli organizzatori hanno preferito chiedere l’aiuto
finanziario dei ragazzi premiati in altre edizioni (ormai adulti), di appassionati della festa dei Tres res, di cultori e studiosi di lingua sarda, di insegnanti, familiari degli alunni delle scuole elementari sarde. Meglio chiedere poco a molti, anziché molto a pochi o a uno soltanto».

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