Aule fredde, sciopero all’Agrario

Siniscola, da lunedì stop alle lezioni a causa delle condizioni del caseggiato scolastico a San Narciso

SINISCOLA. È sciopero. Da lunedì i ragazzi dell’Istituto agrario in località San Narciso stanno disertando le lezioni in segno di protesta contro le condizioni della struttura non ritenute ottimali. Da sempre lo strumento dello sciopero, unito a quello delle assemblee e di altre forme di lotta studentesca, rappresenta un momento di presa di coscienza da parte di chi, attraverso l’istruzione, mette le basi per la costruzione del proprio futuro. Cominciando dall’analisi di cosa spetta e di come lo si vuole ottenere. E che lo sciopero in atto all’Ipsasr non sia un mero prolungamento delle vacanze natalizie lo dimostra anche la condivisione delle ragioni degli studenti da parte del corpo docente. «Questa scuola – spiega l’insegnante Pina Lutzu, responsabile della sede – è estremamente esposta al sole e agli agenti atmosferici. Non potrebbe essere diversamente, dato che sta in campagna». L’Ipsasr (acronimo di Istituto professionale servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale) si trova lungo la Sp3 tra Siniscola e La Caletta e fa parte dell’Istituto di istruzione superiore “Michelangelo Pira”. Da tempo si parla di ristrutturazione dei locali, ma attualmente molte questioni rimangono irrisolte. «Nei mesi scorsi – prosegue Lutzu – è stato parzialmente risolto il problema delle infiltrazioni nelle pareti. Gli aghi di pino intasavano i pluviali e qui stava la causa del problemi. Gli operai della provincia sono intervenuti al riguardo e hanno anche tinteggiato le pareti interne». Ma la presenza di grosse macchie di muffa dimostrano che ancora qualche problema persiste. Che la struttura non risponda ad alcune esigenze manifestate da ragazzi e insegnanti lo si capisce anche dal giudizio riservato agli infissi: «Abbiamo delle finestre enormi a vetro singolo. È troppa la dispersione del calore, anche per via del tetto non coibentato, e in estate il caldo si sente maggiormente».

I ragazzi in sciopero parlano di otto/nove gradi misurati attualmente in aula. «L’impianto di riscaldamento è piuttosto vecchio – sostengono alcuni insegnanti – e solo a seguito di una precedente protesta siamo riusciti a far si che venisse attivato alle 7 con spegnimento alle 13. Diversamente l’orario era dalle 8 alle 12. Ma è comunque una soluzione tampone che, almeno nei periodi invernali, non ci soddisfa. Il freddo che si accumula la notte, in mattinata viene appena scalfito. Pensiamo al rientro dalle vacanze natalizie, dopo 15 giorni di spegnimento». Si pensa alle soluzioni, quelle che in teoria sarebbero alla portata: «Abbiamo un impianto fotovoltaico sopra il tetto della mensa. Con l'energia accumulata si potrebbero azionare delle pompe di calore, ma invece si preferisce spendere migliaia di euro in gasolio. Uno spreco. Ai preventivi recepiti dalle ditte consultate dalla Provincia nulla è seguito». Che cosa si chiede è presto elencabile: «Coibentazione del tetto; applicazione di pompe
di calore e rafforzamento dell'andito con tali impianti; sostituzione delle vetrate con altre più adeguate». Alcuni ragazzi dicono che la protesta continuerà, anche con assemblee. Non si esclude quindi una piattaforma rivendicativa portata avanti congiuntamente da studenti e docenti.

TrovaRistorante

a Nuoro Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller