Il coraggio di restare e scommettere su Olzai

L’imprenditore 27enne parte da zero e rilancia l’agriturismo Su Pinnetu Un progetto per la coltivazione del grano Cappelli. Ora punta ai prodotti locali

OLZAI. «In paese abbiamo bisogno di uno scossone che deve arrivare dai giovani, la responsabilità del futuro del paese è tutta sulle nostre spalle, possiamo decidere di andare via e levarci questo peso di dosso, rinunciando a stare vicino alla nostra famiglia e i nostri amici. Oppure cambiare la visione del futuro del paese, ricercando le potenzialità finora non sfruttate e lasciate nascoste, valorizzandole, ritornare ad essere meres e non tzeracos, credendo in un progetto e portarlo avanti con conoscenza e tanta dedizione al lavoro. Dobbiamo imparare a non pretendere niente da nessuno, ottenere un reddito che ci permetta di diventare grandi e contribuire a far crescere il benessere della nostra comunità».

A parlare è un giovane imprenditore agricolo olzaese, non di seconda o terza generazione, ma un vero e proprio neofita del settore.

Federico Azuni, 27 anni da compiere tra qualche giorno, inglese fluente e giornate costellate da innumerevoli impegni, ha idee e progetti molto chiari su quale deve essere il suo futuro e quello della sua Olzai. Seduto al tavolo dell’agriturismo Su Pinnetu, che ha preso in gestione da qualche mese, spiega cosa significa per lui scommettere sulla sua comunità e quali azioni ha deciso di portare avanti.

«La scelta di restare in paese l’ho sempre reputata poco coraggiosa, per me è più coraggioso partire, confrontarsi con una realtà totalmente estranea e sconosciuta». Per il giovane infatti, avviare un’attività in una realtà piccola come Olzai, è sicuramente più facile che in altri porti meno sicuri.

Il punto forte della realtà rurale sarda, è infatti la grande rete comunitaria che ti porta a fare affidamento su un sistema consolidato, e che per certi versi ancora oggi resiste. Il giovane si è cimentato nella coltivazione del grano Senatore Cappelli e punta in futuro a un sistema produttivo completamente locale dei prodotti finali. Una scelta non facile certo soprattutto per un ragazzo che non ha proprietà fondiarie, e nemmeno una tradizione famigliare diretta legata alla campagna. La sua infatti è stata una scelta di ritorno, essendo cresciuto lontano dalla sua Olzai per le scelte dei genitori che comunque vi tornavano ogni volta che potevano. Il legame quindi c’è ed è forte, e ora, dopo aver messo in tasca una laurea in agraria, punta forte verso quello che lui definisce un impegno che dev’essere di tutti i giovani che hanno a cuore le sorti della propria comunità. Olzai, meno di 900 abitanti ha innumerevoli potenzialità ma pochi giovani come Federico Azuni il cui coraggio trova il favore della caparbia sindaca Ester Satta. La prima cittadina con la sua amministrazione plaude a questo modello di crescita: «abbiamo investito su museo e mulino, a favore di una maggiore fruibilità – spiega
Satta –, e ancora puntiamo a valorizzare le nostre biodiversità, patrimonio che dobbiamo salvaguardare, anche di fronte allo scempio ambientale subito dal nostro territorio negli ultimi 50 anni. Per questo accogliamo con favore le scelte di questo giovane imprenditore e le sue idee».

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