Strada del vino Cannonau: piccole aziende alla riscossa

Parlano i componenti del nuovo direttivo che ha scalzato le grandi cantine: «Non siamo un consorzio di tutela dei viticoltori ma una rete per il territorio»

NUORO. Non c’è stato alcun blitz, dicono in coro i componenti del nuovo consiglio direttivo della Strada del vino Cannonau, tutto si è svolto secondo le regole democratiche. E non chiamateli gilet gialli dell’enogastronomia, anche se il paragone li fa sorridere compiaciuti. Fuori le grandi cantine della strada del Cannonau? «Non siamo un consorzio di tutela del Cannonau – dice a nome di tutti il neopresidente Roberto Cadeddu – l’obiettivo della nostra associazione è mettere in rete non solo chi il vino lo produce, ma anche chi lo propone nel proprio ristorante o negozio, chi offre ospitalità nel territorio. E anche i produttori di olio, formaggi e salumi che insieme al vino rappresentano l’immagine di quest’area così unica».

Le votazioni. Dopo le dichiarazioni rilasciate alla Nuova dall’ex presidente Lino Fancello, che denunciava l’esclusione delle grandi cantine dal direttivo (Oliena, Tortolì, Jerzu e appunto Dorgali, di cui Fancello è espressione), i nuovi consiglieri convocano una conferenza stampa al museo Man, dove la Strada ha il proprio showroom, per far sapere che tutto si è svolto secondo le regole: all’assemblea incriminata erano presenti 34 degli 87 soci della Strada, e i voti per delega sono stati appena 9. Al momento delle candidature, con il consiglio uscente che si riproponeva quasi in toto, sono spuntati fuori altri aspiranti consiglieri, per un totale di 14 candidati per i nove posti a disposizione.

«Non c’è stata incetta di deleghe – dice Cadeddu replicando a Fancello – I nuovi componenti del Cda hanno avuto dai 29 ai 19 voti ciascuno. Il presidente uscente si è fermato a 14i, il suo vice Corria della Cantina di Orgosolo a 17 e Tonino Arcadu della Cantina Gostolai a 15». I più votati? Gigi Mulas, albergatore di Dorgali di grande esperienza, espressione della Camera di commercio (la figura del presidente Agostino Cicalò durante l’intera votazione non è passata inosservata), con 29 voti. E con 28 Mariangela Melis, titolare del negozio Spirito di vino, in viale Repubblica a Nuoro, un tempio dei sapori per gli appassionati di enologia e gastronomia di nicchia. Entrambi potevano aspirare alla presidenza, ma hanno scelto di passare il testimone appunto a Roberto Cadeddu, titolare della enogastronomia “Latteria di zia Marianna” al corso Garibaldi, nonché presidente provinciale di Confesercenti e dell’Aspen, l’azienda speciale della Camera di commercio che promuove eventi tra cui spicca Autunno in Barbagia.

Il caso Mamoiada. Vice presidente è stato nominato Salvatore Sedilesu, un viticoltore che nell’ultimo decennio si è fatto notare per l’innovazione e le capacità imprenditoriali legate al Cannonau (per dire, produce anche una linea biodinamica ispirata alle teorie del filosofo Rudolf Steiner). Quando si parla del terroir Mamoiada di cui tanto discutono gli enologi di mezza Italia il pensiero va necessariamente a lui, apripista dell’eccellenza in un paese dove oggi si conta una cantina ogni 100 abitanti (22 i produttori che etichettano). La Cantina Giuseppe Sedilesu (dal nome del fondatore) oggi è anche un agriturismo e una fattoria didattica.

Menù dedicati. Il vino Cannonau è il filo rosso della Strada, dicono in coro i nuovi consiglieri, il collante di un territorio che ha altri tesori. «La Strada è una traccia che lega le aziende in una visione comune», dice Sedilesu. Come a dire, non ci sono gerarchie tra i soci, insieme concorriamo tutti verso una nuova via di sviluppo della Sardegna centrale. E la gastronomia è una voce importante, come ricorda il neo consigliere Francesco Cenceddu Palimodde, storico ristoratore di Oliena (il suo Cikappa oggi Gicappa è da 40 anni una metà obbligata in Barbagia). Lui il Cannonau non lo mette soltanto in tavola, ma anche dentro i piatti con elaborate ricette (a Oliena sono nati i menù deleddiani, ispirati ai romanzi del Nobel). Ma quanto incide la Strada nell’economia del Nuorese?
«È ancora presto per dirlo», dice Paolo Tosciri, titolare del bed & breakfast Paolo e Silvia al corso Garibaldi, il primo aperto a Nuoro. «Dieci anni fa la città aveva zero posti letto nell’extra alberghiero, oggi ce ne sono 200. E sono occupati praticamente tutto l’anno».



TrovaRistorante

a Nuoro Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Stampare un libro risparmiando: ecco come fare