i numeri 

Un settore in crescita in tutta l’isola

Sono sette i percorsi dedicati in Sardegna, ben 169 in tutta Italia

NUORO. Hanno film di culto come “Sideways” di Alexander Payne, road movie ambientato tra le vigne della California, o libri come “Elogio dell'invecchiamento” di Andrea Scanzi prima maniera, viaggio nel Belpaese attraverso i vini regionali più singolari (per la Sardegna scelse l’ogliastrino Perda Rubia di Mario Mereu), portano sempre con sé una guida dei vini dell'Espresso o del Gambero Rosso. Sono i viaggiatori del turismo enogastronomico, anche se mal sopportano la stessa definizione di “turista” e preferiscono definirsi frequentatori di vie traverse (sideways, appunto).

Le strade del vino nascono per promuovere questa esigenza sempre crescente dei viaggiatori, il cosiddetto turismo esperenziale. In Italia ne esistono 169, ventidue delle quali solo in Toscana, seguita dal Veneto con 20. In Sardegna sono sette, riunite in una federazione che si chiama appunto le Strade del vino. Quali sono i numeri di questo settore? Secondo il rapporto sul turismo enogastronomico in Italia 2018 (Università di Bergamo) condotto su un campione di mille persone, il 30% degli intervistati negli ultimi tre anni ha compiuto almeno un viaggio con pernottamento che abbia avuto come motivazione primaria un’esperienza enogastronomica; di questi, il 42% appartiene alla cosiddetta Generazione X
(nati dal 1965 al 1980), il 28% a quella dei Millennials (1981-1998), il 26% dei Baby Boomers (1946-1964) e il 5% dei Silent (nati prima del 1946). Per il 63% degli intervistati la scelta della destinazione delle proprie vacanze è particolarmente legata all’enogastronomia. (p.me.)

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