«Non c'è più traccia di esche avvelenate», a Macomer riapre la pineta Albano

Sopralluogo del Nucleo cinofilo antiveleno in tutta l’area del Circuito. Il sindaco: presto la videosorveglianza

MACOMER. Il Circuito di Macomer sarà riaperto oggi. Per la revoca dell’ordinanza bisognerà attendere, invece, lunedì 14 gennaio. «Dopo quattro giorni la Pineta Albano viene restituita alla città e ai suoi abitanti. Una decisione – sottolinea l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Rubattu –, scaturita in seguito al sopralluogo effettuato ieri mattina dagli uomini del Nucleo cinofilo antiveleno del Corpo forestale di Oristano. L’area, vasta tre ettari e mezzo, è stata setacciata minuziosamente dagli agenti e dai due cani addestrati proprio nella ricerca di esche e bocconi avvelenati. Per fortuna – ha aggiunto Rubattu –, non sono state rinvenute sostanze tossiche».

I controlli, cominciati alle 8, si sono estesi in tarda mattinata anche nella via Emilia dove, non molto tempo fa, è stato ritrovato dell’altro veleno. «Abbiamo messo in campo tutti gli strumenti a disposizione – afferma il sindaco, Antonio Succu –, non abbasseremo la guardia e gli organi preposti continueranno le loro indagini per dare un nome e un volto all’autore di un fatto increscioso e vile come quello che ha messo a rischio l’incolumità di persone e animali».

Il primo cittadino ha ribadito la volontà di dotare il Circuito e altre zone verdi della città dei sistemi di videosorveglianza. «Dobbiamo impedire il ripetersi di episodi di questo genere. Nessuno può e deve sentirsi libero di gettare esche avvelenate in giro per Macomer. Saremo inflessibili e severi». La pratica dell’avvelenamento degli animali sembra diffondersi a macchia d’olio. Risale a pochi giorni fa la denuncia del sindaco di Birori, Silvia Cadeddu, sulla morte di tre gatti e un cane avvenuta tra fine novembre e dicembre scorsi. «Il fenomeno – sottolinea Maria Piera Giannasi, commissario superiore dell’Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale di Oristano – sta emergendo con forza per via dei controlli effettuati, ma anche grazie e soprattutto alla sensibilità dei cittadini e all’aumento delle loro segnalazioni. Di non poco conto è poi il ruolo svolto dalle associazioni animaliste. C’è una grande presa di coscienza della popolazione su queste tematiche» aggiunge. Il sopralluogo effettuato ieri nel Circuito di Macomer dal Nucleo cinofilo antiveleno fa ormai parte del normale servizio di vigilanza. In realtà il Corpo, unico in Sardegna e operativo dal 2016 con sei agenti in pianta stabile e quattro cani, è nato inizialmente per salvaguardare il grifone, ridurne le cause di mortalità e agevolarne le condizioni di sopravvivenza. Non sono rari i casi di avvelenamento del volatile
che risiede nelle coste della Sardegna nord-occidentale tra Alghero, Villanova Monteleone e Bosa. «Col tempo però – afferma la Giannasi –, il raggio d’azione si è esteso e con esso anche la natura degli interventi, come ha dimostrato l’operazione effettuata ieri nella Pineta Albano».

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