Torpè, 15 chili di esplosivo in un cantiere forestale

È il ritrovamento più ingente degli ultimi dieci anni in provincia di Nuoro Sequestrati diversi panetti di gelatina, detonatori e miccia a lenta combustione

TORPÈ. Una vera e propria santabarbara nascosta in una cavità all’interno del cantiere forestale di Usinava nelle montagne ai confini tra la provincia di Nuoro e quella di Sassari in agro del comune di Torpè quella ritrovata l’altro ieri da una pattuglia del corpo forestale della stazione di Lula. Ben quindici chili di esplosivo da cava e micce nascosti all’interno di un sacco appeso all’interno di un affratto roccioso in un luogo di difficile accesso anche a chi conosce bene la zona. Davvero notevole e potrebbe essere collegato ad alcuni recenti episodi di microcriminalità verificatisi negli ultimi mesi in alcuni centri dell’alta Baronia il quantitativo del materiale esplodente preso in carico dai carabinieri della compagnia di Siniscola e sottoposto agli accertamenti degli uomini della scientifica. «Non si registrano ritrovamenti di quantitativo di esplosivo così ingente da almeno 10 anni nella provincia di Nuoro» dice una nota del reparto provinciale dell’Arma di Nuoro e ovvio quindi l’interesse che ha suscitato in campo investigativo l’inatteso ritrovamento avvenuto in uno dei tanti servizi di controllo del territorio finalizzato a prevenire reati predatori nelle aree di penetrazione agraria. Gli agenti della stazione di Lula sono stati attirati da qualcosa di sospetto che fuoriusciva da una parte seminascosta dalla folta vegetazione all’interno dell’Oasi naturalistica di Usinava, un luogo incantato tra le piccole frazioni di Su Cossu e Sa Pedra Bianca gestito dall’Agenzia Forestas e dove è vietata la caccia. Un sito che fa parte del parco regionale di Tepilora tenuto particolarmente d’occhio quindi sia dal corpo forestale che dagli uomini dell’Arma. Sul luogo, su disposizione della magistratura, sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Siniscola che assieme ai Forestali, hanno accertato la pericolosità e la consistenza del ritrovamento. Nella fossa, erano infatti nascosti diversi panetti di gelatina e decine di metri di micce detonanti e a lenta combustione, oltre a diversi detonatori. Materiale tutto in buono stato di conservazione e potenzialmente utile per assemblare un ordigno esplosivo.

«Un ottimo nascondiglio, in una zona molto impervia e quasi impossibile da trovare, che solo i possessori di quel materiale di detenzione illegale potevano conoscere» dicono gli investigatori che hanno inviato sul posto i militari artificieri del comando provinciale che, con le dovute attenzioni del caso, hanno
messo in sicurezza la zona e il materiale, provvedendo alla rimozione e al successivo brillamento. Nei prossimi giorni, verranno effettuati accertamenti tecnici su quanto rinvenuto da parte di personale specializzato dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Cagliari.

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