Rubata una statua di Santu Frantziscu

Furto sacrilego nelle campagne alle porte della città. I priori Floris-Chessa: «Speriamo la restituiscano presto»

NUORO. Ennesimo furto sacrilego, stavolta nelle campagne di Nuoro. È stata rubata, infatti, la statua di San Francesco posizionata in una delle croci del percorso che ogni anno conduce i pedoni dalla città all’antico Santuario in agro di Lula. Questa volta si tratta di furto sacrilego con sbeffeggiamento visto che al posto della statua raffigurante il poverello di Assisi, adesso campeggia un cartello con scritto “Rubata la statua”. Ad accorgersene appena due giorni fa sono stati i priori Elia Floris e Antonella Chessa che delusi e profondamente amareggiati già nella serata di ieri hanno sporto denuncia contro ignoti, per furto, presso la questura di Nuoro.

«Un pessimo scherzo di cattivo gusto o un gesto di devozione accanita?» si domanda Antonella Chessa, la priora che per quest’anno ha il compito di prendersi cura del Santuario nelle campagne lulesi. «Proprio due giorni fa, come da consuetudine, io e mio marito Elia ci stavamo dirigendo verso il santuario quando quasi per caso ci siamo resi conto della scomparsa della statua del Santo, subito abbiamo provato una sensazione di dolore e molta amarezza per questo gesto che non ha alcun senso di compiersi. Per essere precisi, si tratta della statua posizionata sulla seconda delle croci che portano i tanti devoti a Santu Frantziscu a ottobre e maggio, la croce di ponte Zerdanu sotto Janna Bentosa alle pendici dell’Ortobene. Quel cartello dal testo quasi ironico sa di sberleffo e siamo rimasti sinceramente delusi».

Elia e Antonella nonostante tutto non vogliono pensare in malafede: «Vogliamo pensare che chi abbia rubato la statua – afferma la priora – lo abbia fatto come atto di devozione forse un po’ troppo eccessivo. Naturalmente facciamo un appello affinché la statua venga riportata al suo posto al più presto trattandosi di un simbolo di devozione per molti. Chiunque voglia il Santo tra le proprie mura domestiche, non deve fare altro che chiederlo ai priori che sono disponibili in qualsiasi momento a portarlo in visita da chiunque ne abbia piacere, come abbiamo sempre fatto e come stiamo facendo tutt’ora durante la questua per le strade e le case dei devoti di tutta la Sardegna». Oltre alla statua in bronzo, dopo un ancora più attento sopralluogo da parte dei priori, è stata appurata anche la mancanza di altre due statuette sacre in ceramica che si trovavano ai piedi dell’effige del poverello di Assisi: «La statua trafugata – spiega ancora Elia Chessa – è da considerarsi a tutti gli effetti patrimonio della Chiesa del Rosario ma soprattutto di tutta la comunità che si aggrega per la festa di San Francesco come da tradizione, una comunità che ho l’onore di rappresentare come priore pro tempore».

Malcontento anche tra molte delle persone che ruotano attorno a una delle feste più care a nuoresi e non solo: «Un gesto che si commenta da solo – hanno affermato i tanti che aiutano nel priorato di quest’anno – speriamo che chiunque abbia compiuto un gesto così brutto possa tornare sui suoi passi restituendo il maltolto a tutti i devoti. Attorno a questa festa antichissima ruotano tanti sacrifici fatti per dedizione e forte senso di responsabilità ma soprattutto nel rispetto di quel patrimonio che è di tutti noi soprattutto in senso spirituale: quelle statue posizionate sulle croci accompagnano non solo i pellegrini al Santuario ma anche chiunque si metta in viaggio verso
una meta precisa fermandosi prima per una preghiera».

Intanto anche don Giovannino Puggioni, arciprete della Cattedrale e curatore della parrocchia del Rosario, è stato subito informato dei fatti dai priori e si riserva di intervenire nei prossimi giorni sulla grave questione.

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