«Restituite il santo ai nuoresi»

Appello dei sacerdoti: il simulacro torni al suo posto. Risolto il “giallo” del cartello  

NUORO. Nuovi sviluppi e tutta l’indignazione della Chiesa nuorese per l’ennesimo furto sacrilego avvenuto, questa volta, nelle campagne poco distanti dalla città. Sono passati tre giorni da quando è stata trafugata una statua in bronzo raffigurante San Francesco, posizionata in una delle croci (quella di ponte Zerdanu, alle pendici dell’Ortobene) del percorso che ogni anno conduce migliaia di pellegrini da Nuoro all’antico Santuario di Santu Frantziscu, nelle campagne di Lula. Ad accorgersene i priori Elia Floris e Antonella Chessa che sgomenti hanno immediatamente sporto denuncia contro ignoti per furto. «Riportate la statua al suo posto e al più presto – hanno chiesto subito i priori nel loro appello – nel rispetto non solo del santo ma anche dei tanti devoti. Speriamo che chi ha compiuto un gesto così brutto possa tornare sui suoi passi». A far arrabbiare ancora di più i tanti devoti a Santu Frantziscu, il cartello, dal sapore irriverente, rinvenuto al posto del maltolto, con la scritta: “rubata la statua”. Nella serata di ieri sono sopraggiunti sviluppi in merito a un cartello che sapeva tanto di sberleffo: «La statua è stata rubata ma il cartello lo abbiamo lasciato noi – hanno raccontato Graziano e Sandro Cadoni, della famiglia che pose croce e statua diversi anni fa – passeggiando in campagna ci siamo resi conto della mancanza della statua e presi dallo sconforto abbiamo pensato di lasciare un cartello per avvisare i priori temendo che la mancanza dell’opera non fosse immediatamente visibile. Anche noi abbiamo una forte devozione per San Francesco e vogliamo unirci all’appello degli attuali priori in favore della restituzione della statua». Intanto si è fatta forte l’indignazione di un’intera città e della chiesa nuorese che non ha certo digerito un gesto dal sapore così sacrilego: «Un’azione che non ha senso – ha detto padre Giuseppe Magliani, presidente del comitato organizzativo della plurisecolare festa di San Francesco – se si tratta di un messaggio contro qualcuno sarebbe il caso di parlare direttamente, se si tratta di un dispetto, credo che i Santi vadano lasciati da parte. Speriamo che non sia un dispetto al santo in sé dato che è al centro dell’affetto di tutti i nuoresi che si sacrificano per lui e lo venerano con sincerità. È chiarissimo che si tratti di un atto voluto. È un modo di comunicare sbagliato, servirebbe il dialogo, chi ha qualcosa da dire lo dica apertamente senza utilizzare questi mezzi che appartengono a una cultura del passato». Tanto lapidario quanto fortemente amareggiato, don Giovanni Maria Chessa, parroco della cattedrale e della chiesa del Rosario: «Si tratta certamente di una persona irrealizzata – ha commentato il sacerdote – penso soprattutto all'infelicità dell’individuo, da un punto di vista umano soprattutto perché non ha capito cosa vuol dire godere del bene pubblico; ma infelice anche socialmente avendo compiuto un abuso e non un uso di un patrimonio della comunità. Chi non ha rispetto del sacro è infelice anche cristianamente e quando aprirà gli occhi rispetto a un’azione del genere, se ne accorgerà». «Prima c'era un atteggiamento sacrale diverso – ha commentato don Giovannino Puggioni, arciprete della cattedrale – dobbiamo prendere atto della mutazione del senso spirituale e del rispetto. Del gesto sacrilego si sottovaluta
non solo l'offesa al santo ma anche alla sensibilità diffusa. Il fatto è deplorevole e quasi sicuramente premeditato. Inviterei a una restituzione, seppur in forma anonima, anche nel rispetto della memoria dei nostri antenati e delle loro fatiche verso la devozione a San Francesco».

TrovaRistorante

a Nuoro Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community