Gadoni scommette sull’economia della ciliegia

Dopo il piano per la gestione della miniera, il Comune presenta un progetto sul bosco montano

GADONI. Quintali di ciliegie, collocate nei mercati dell’isola. Ciliegie di Gadoni. Questo narrano i documenti storici del Comune. Un’economia quella legata alla frutta del bosco che rese Gadoni conosciuto in tutta la Sardegna.

Poi lo sfruttamento delle risorse minerarie, il progressivo abbandono della campagna a favore dell’attività estrattiva. Solo il noce è sopravvissuto fino ai giorni nostri, grazie agli ambulanti dei centri vicini, che commerciavano noci, castagne e nocciole.

Un passato che sembra tornare prepotentemente, grazie all’amministrazione comunale che ha deciso di rilanciare le colture del bosco, in particolare di noci e ciliegio. Il Comune di Gadoni ha diramato un bando nell’ambito delle attività in favore della tutela, valorizzazione e diffusione delle risorse frutticole della Regione Sardegna teso alla valorizzazione della frutticoltura montana.

Grazie alla consulenza tecnica dell’agenzia Laore Sardegna e la collaborazione operativa del Centro commerciale naturale di Gadoni, il progetto prenderà vita individuando i soggetti attuatori, cioè «imprese agricole singole e/o associate e/o detentori di terreni idonei all’impianto frutticolo, che intendano realizzare impianti frutticoli produttivi». Destinatari dell’iniziativa sono «aziende agricole singole o associate, aggregazioni, associazioni, privati detentori di terreni idonei che si prefiggono di valorizzare il patrimonio frutticolo locale e che intendano collaborare con il comune di Gadoni nell’attuazione del programma. I destinatari delle azioni le aziende agricole singole e/o associate, detentori di terreni idonei alla coltivazione della frutticoltura». Diverse le adesioni arrivate in comune, da parte degli aspiranti imprenditori. L’idea è stata presentata dal sindaco Francesco Mario Peddio, che dopo il riuscito piano per la gestione della miniera, ora punta a questa novità per rilanciare l’economia locale.

«La storia dei cultivars di ciliegio e noce gadonesi – dice il primo cittadino – parla da sola. Si tratta soltanto di ripercorrere, con metodologie moderne, il solco della tradizione. La rinascita di ciliegeti e noceti passerà per una filiera produttiva locale
che rappresenta una potenziali fonte di reddito. Come struttura pubblica, in collaborazione con Laore, cercheremo di aggregare i singoli operatori agricoli per rilanciare il settore. L’obiettivo è quello di rendere nuovamente viva la campagna e creare nuove opportunità lavorative».

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