I tintinnatos di Siniscola al carnevale di Macomer

Le maschere della Baronia sfileranno nel Marghine assieme a donna Zenobia Funedda: «Ora siamo pronti a organizzare una rassegna anche qui da noi» 

SINISCOLA. Assieme a donna Zenobia, la maschera tradizionale di Macomer, il 16 febbraio per l’avvio del carnevale 2019 ci saranno anche i titinnatos di Siniscola. Il gruppo guidato da Giuseppe Funedda ha infatti accolto l’invito che gli è giunto dall’associazione Carrasegare macumeresu e sabato 16 si trasferirà armi e bagagli nel centro del Marghine per una serata che vedrà confrontarsi e sfilare le maschere tradizionali del centro Sardegna. Il primo appuntamento del carrasegare vedrà esibirsi assieme a merdules e boes di Ottana, corriolos di Neoneli, tumbarinos di Gavoi, mamulada di Seui e donna Zenobia anche i tintinnatos.

Il gruppo riportato in auge qualche anno fa e composto da oltre trenta figuranti tra adulti, donne e bambini ha sfilato anche alla festa del Redentore di Nuoro e da qualche anno apre le sfilate carnevalesche di Siniscola e La Caletta ricevendo applausi a scena aperta ed entrando quindi nel cuore dei siniscolesi che hanno apprezzato il lavoro di ricerca fatto dal gruppo per ricostruire con perizia di particolari l’abbigliamento utilizzato nei secoli scorsi dai siniscolesi in occasione del carnevale. Nelle uscite, i tintinnatos indossano abiti tradizionali scuri con uomini e donne che si tingono mani, braccia e viso di nero. Secondo lo storico Angius, tintinnatos e carozzatos, animavano le feste prendendo al lazo i possidenti e chiedendo poi per il riscatto vino, frittelle e dolci tipici. Una tradizione che pare sia stata portata avanti sino agli anni Cinquanta del Novecento e poi scomparsa. «Ci hanno invitato anche a Oristano – spiega Giuseppe Funedda – mentre la scorsa settimana, abbiamo sfilato a Paulilatino. È nostra intenzione, se troveremo il supporto di Pro loco e Comune, organizzare qui a Siniscola una rassegna con le altre maschere tradizionali dell’isola. Vogliamo provare anche noi a entrare nel circuito regionale di questo tipo di rappresentazioni che vogliono essere una maniera di valorizzare la cultura locale e le tradizioni. In Sardegna, da tempo, in vari centri si sta andando alla riscoperta di usi e costumi e anche la maniera i cui si divertivano i nostri avi fa parte di questo cammino». Così come gli altri gruppi che da anni sono ormai alla ribalta non solo in Sardegna, anche i tintinnatos, sono
vestiti di nero, indossano mucatore e bonette, scialle, camicia e gonna scura. D’obbligo anche gambales, sa chintorza, pantalones e iscarpones, su soccu e su furcone de linna dove sono appesi i campanelli che vengono agitati vorticosamente per raccogliere i calorosi applausi del pubblico.

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