One man show di Zedda: daremo voce a tutti i sardi

Il candidato presidente del centrosinistra presenta il suo programma all’Isre «La Regione va snellita, anche con il telelavoro: così si vince lo spopolamento»

NUORO. «Il Cagliaricentrismo? Un luogo comune, e non sarò certo io a rappresentarlo. Nonni di Seui, zii di Laconi, proprio coloro che gestirono per anni il Caffè Tettamanzi qui a Nuoro, parenti sparsi qua e là. La storia della mia famiglia è intrecciata con mezza Sardegna, e se sarò eletto darò voce a tutti i comuni dell’isola». One man show di Massimo Zedda, il candidato presidente della coalizione di centro sinistra in corsa per le elezioni regionali del 24 febbraio, ieri mattina in un auditorium dell’Isre strapieno. Introdotto da Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas e presidente dell’Anci, il primo cittadino di Cagliari ha illustrato i punti di forza del suo programma e lanciato alcune proposte che hanno a che fare proprio con lo spopolamento della Sardegna centrale. Fra queste, il telelavoro. «Lo abbiamo sperimentato al Comune di Cagliari, per quei lavoratori fuori sede che erano costretti a sostenere doppi costi per affitti e gestione delle case in cui abitare. Ha funzionato, ed è aumentata anche la redditività. È un modello che si può applicare anche alla Regione». Zedda manifesta continuità con la giunta Pigliaru ma ha idee chiare sullo snellimento della macchina regionale. «Gli assessorati lavorano come compartimenti stagni, sono disciplinati da una legge del 1977. Il mondo è cambiato. Perché per esempio l’artigianato deve essere legato al turismo? E perché quest’ultimo non deve invece essere affiancato ai trasporti?». Il candidato del centro sinistra, appoggiato da otto liste ma anche da forze come i Verdi e i Radicali, parla di lavoro e di lotta alla disoccupazione. Ma anche di maggiori diritti a chi il lavoro già ce l’ha. E va contro corrente quando paventa nuove assunzioni nella pubblica amministrazione. «Molti comuni hanno utilizzato il bando Lavoras non per cantieri verdi o pulizia dei giardini, ma per dotarsi a tempo determinato di figure qualificate, ingegneri, geometri, informatici, necessarie al funzionamento dei municipi. Posto che queste figure sono indispensabili, faremo in modo che i ruoli
vacanti vengano ricoperti con incarichi a tempo indeterminato».

Uno sguardo speciale anche verso il mondo dell’agricoltura. «Il latte va pagato al giusto prezzo ai pastori per produrre formaggi di nicchia e non essere sotto utilizzato come accade oggi con il pecorino romano».

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