Tepilora, non si sblocca la selezione per il direttore

A un anno dal concorso il parco regionale resta ancora senza una guida Il secondo in graduatoria chiede l’assunzione ma non ha ricevuto risposte

POSADA. Resta ancora senza direttore il parco regionale di Tepilora. A un anno esatto dalla selezione che aveva assegnato a Stefano Donati l’incarico di dirigere l’area protetta nei comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada, il posto resta vacante dopo la rinuncia espressa dal vincitore chiamato a guidare l’area del Vesuvio. Alle spalle di Donati si erano classificati rispettivamente Paolo Angelini, funzionario del ministero per l’ambiente, e Angelo Pilotto dell’ufficio tutela del paesaggio di Nuoro. Proprio il secondo classificato che ha manifestato più volte l’interesse a lavorare nel parco baroniese ha chiesto di applicare la graduatoria e quindi la sua assunzione. La richiesta è rimasta sinora senza risposta ed è stata reiterata nei giorni scorsi. «Nel 2017 il Parco Naturale Regionale di Tepilora deliberava di avviare una procedura selettiva per la copertura di un posto di direttore – spiega Angelini – Veniva quindi indetta una selezione pubblica e nella graduatoria del marzo 2018, al primo posto si classificava Stefano Donati che l’8 maggio veniva nominato con decreto ministeriale, direttore dell’ente parco nazionale Vesuvio. Per questo Angelini, il primo di giugno 2018 faceva esplicita richiesta di assunzione visto che non c’erano più avanti a lui candidati in graduatoria. «Quella a direttore del Parco del Vesuvio è una nomina – spiega – che ostava all’assunzione dello stesso incarico presso un qualsiasi altro Parco e per tali motivi Donati, che il 14 giugno era stato assunto anche al Parco di Tepilora, nel ribadire l’incompatibilità operativa, funzionale e gestionale dell’assolvimento di compiti contestuali di direzione in due diversi enti, rassegnava immediatamente le dimissioni. A luglio, l’assemblea del Parco proponeva che venissero fatti approfondimenti sul prosieguo della procedura di nomina del direttore e a seguito di alcune osservazioni e dubbi di carattere giuridico sollevati dai revisori dei conti e dall’assemblea. «Ribadisco quindi tutto il mio interesse ad assumere l’incarico di direttore – conclude Angelini – anche a tempo parziale come ipotizzato al presidente nell’ottica di un contenimento dei costi ma essendo trascorsi oltre sei mesi dalle ultime comunicazioni, chiedo di sapere quale procedura si voglia seguire per il posto di direttore vacante in considerazione che, nella graduatoria il mio nome è al primo posto con conseguente
maturazione del relativo diritto in caso di assunzione». In merito alla riduzione delle spese, l’aspirante direttore, chiede anche come mai, il parco, abbia recentemente sottoscritto con un’associazione ambientalista un contratto di 36mila euro l’anno per consulenze al facente funzioni.

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