“Su maimulu” rivive nelle vie di Gairo

Il ricco programma del carnevale alla riscoperta delle antiche tradizioni

GAIRO. Rivive per le strade di Gairo l’antica tradizione de “Su maimulu”, tradizione che nel centro ogliastrino si rinnoverà sabato prossimo con il corteo carnevalesco che attraverserà il paese per la questua. In passato in occasione della sfilata de “Su maimulu” la popolazione usava, infatti, appendere vivande e vini sui balconi delle case da offrire al corteo affinché a fine giornata si svolgesse un enorme banchetto al quale partecipava tutta la comunità. I cibi e il vino venivano raccolti all’interno del carretto di Santu Nanì, in un clima di allegria che coinvolgeva tutto il paese. Questa particolare giornata era detta “su Marti perra gairesu” e non partecipare era considerato pericoloso. Una leggenda vuole, infatti, che un grosso e spaventoso gatto (Marti perra, appunto) vigilasse il Martedì grasso sulla partecipazione ai riti considerati propiziatori per le attività agricole e pastorali, punendo con lo squartamento chiunque venisse sorpreso, in quel giorno, a lavorare nelle campagne o a badare alle greggi. Era un motivo più che buono per non mancare ai festeggiamenti. E i buoni motivi non mancheranno neanche quest’anno. E sabato per “Su Marti perra gairesu 2019”, oltre alle scatenate maschere gairesi, andranno in scena “Maimone e Grastula”, maschere di Gadoni, e “Is amaimonaus”, gruppo di Ilbono accomunati a “Su Maimulu” da un forte legame di “Agiudu-cambiu”.

Il corteo partirà alle 15.30 e giungerà in piazza Pietro Melis alle 17.30. Qui verranno offerte “sipulas”, le tradizionali frittelle del Carnevale, e ci saranno i balli sardi con il musicista Simone Sirigu. Per le maschere tradizionali ogliastrine non sarà però l’unico impegno carnevalesco. Il 24 febbraio infatti “Su maimulu” varcherà il Tirreno per onorare un altro gemellaggio, quello con il "Diavolo di Tufara" , che vedrà il ritmo travolgente de Su maimulu attraversare le vie del centro Molisano. Quest’anno ad accompagnare l’uscita del Diavolo di Tufara ci sarà infatti l’avanzata travolgente delle sue figure tipiche: s’urtzu ballabeni, su cuadderi, is maimulus, su poddinaiu e tutti gli altri. La partecipazione è frutto di un’amicizia, che mira a diffondere la conoscenza delle
due tradizioni e che porterà, in futuro, il Diavolo molisano nelle vie di Gairo. Gli organizzatori gairesi sperano che il “Diavolo di Tufara” possa un giorno rendere la visita, onorando quel clima di amicizia, cultura e solidarietà che anima queste antichissime tradizioni. (g.f.)

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