Diga, Deledda chiede l’accesso agli atti

Il sindaco di Orgosolo accusa il Consorzio di bonifica dopo la rottura del contratto

ORGOSOLO. Diga di Cumbidanovu, la risoluzione del contratto con l’impresa Itinera è ufficiale. «E adesso chi paga, di chi è la colpa? Qualche inadempienza c’è stata di sicuro. È possibile che nessuno si sia accorto che si stava contrattando con chi da 4 anni non aveva più titolo per svolgere i lavori? Il Comune viene contattato solo adesso, a cose fatte».

Il commento è del sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda che ieri mattina si è trovato sulla scrivania la lettera del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale con la quale il direttore generale, l’ingegner Antonio Madau, comunicava a tutti i comuni interessati (Orgosolo, Oliena, Nuoro, Dorgali, Lula e Orune) la risoluzione del contratto di appalto per i lavori della diga iniziati 30 anni fa. Una telenovela durata cinque anni, dopo il passaggio devastante del ciclone Cleopatra che adesso è arrivata ai titoli di coda. Un tira e molla snervante tra l’impresa e il Consorzio che sicuramente avrà altri strascichi.

Il Comune di Orgosolo, in qualità di titolare del territorio dove la diga è in costruzione, dal canto suo è pronto a chiedere i danni. «Altro che occupazione e benefici per il territorio. Oltre al danno la beffa – aggiunge Deledda –. La diga ci ha lasciato solo devastazione. Sono passati inutilmente tanti anni, vorrei capire chi pagherà i danni causati: danni al territorio, ai lavoratori, a questo e ad altri Comuni che dovevano usufruire di questa opera infrastrutturale. Chi paga il mancato reddito?». Incalza il sindaco di Orgosolo: «Ho già chiesto l’accesso agli atti al Consorzio di Bonifica e adesso, alla luce di queste cose, se nell’operato verranno ravvisati gli estremi di un reato qualcuno dovrà pagare. Dopo 30 anni passati inutilmente possibile che nerssuno abbia colpe? La cosa assurda è che ci sono i soldi e non si riesce a mandare avanti l’pera».

«Ci troviamo di fronte all’assurdo – conclude il primo cittadino di Orgosolo – credo che sia una rarità non solo a livello italiano. Hanno devastato il nostro territorio, creato problemi ai lavoratori che una volta assunti si sono poi visti
licenziare e ancora una volta riassumere. Una perdita di tempo senza senso». I lavori della diga riprenderanno non prima di due anni; occorre bandire una nuova gara di progettazione dell’invaso e successivamente affidare i lavori di realizzazione di un’opera pensata ormai 40 anni fa.

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