In un arazzo l’arte di due donne

Deledda-Lai: presentato il progetto “Andando via” finanziato dalla Regione che unisce 23 Comuni

NUORO. “Maria Lai - Andando via. Omaggio a Grazia Deledda” è il progetto che vede due grandi donne, accomunate dalla stessa forza e dalla voglia di emergere nel campo dell’arte, legate ora da un filo di lana che passa attraverso la storia di 22 arazzi, opera collettiva, che racconterà le figure femminile dei racconti di Grazia Deledda e accoglierà le tradizioni tessili delle 23 comunità che partecipano, ognuna con stili, tecniche e materiali, per comporre una replica di “Andando via”, appunto, ultima grande opera di Maria Lai dedicata al Nobel e realizzata a pochi passi dalla chiesa della Solitudine dove se ne conservano le spoglie. «Un’opera – come ha rimarcato ieri Maria Sofia Pisu, erede dell’artista di Ulassai – che Nuoro però, non ha accolto bene e ora si spera possa essere rimessa in vista».

Un progetto di sviluppo di filiera finanziato dalla Regione con 250mila euro e patrocinato dal Comune di Nuoro che vede coinvolti anche le amministrazioni di Galtellì, Nule, Sarule, Dorgali, Aggius, Zeddiani, Mogoro, Samugheo, Muravera, Mamoiada, Oliena, Bolotana, Tonara, Atzara, Armungia, Ulassai, Urzulei, Villamassargia, Siliqua, Isili, Villacidro e Bonorva.

A presentarlo ieri mattina nel corso di una conferenza stampa nella sala consiliare di via Dante, il sindaco Andrea Soddu alla presenza dell’assessore alla Cultura Sebastian Cocco, dell’assessore regionale alla Programmazione e bilancio, Raffaele Paci, del presidente Anci Sardegna, Emiliano Deiana, di Giovanni Santo Porcu, sindaco di Galtellì, ente capofila del progetto, Giuditta Sireus, ideatrice del progetto, Maria Sofia Pisu presidente dell’archivio Maria Lai, Caterina Mele, tessitrice di Dorgali tra quelle coinvolte nell’iniziativa. Importante il ruolo dell’architetto designer Paulina Herrera Letelier che ha riprodotto i disegni di Maria Lai perché potessero essere utilizzati dalle tessitrici.

Una performance dove letteratura, arte e teatro si fondono per promuovere la Sardegna nel mondo partendo dall’eredità artistica e culturale di due ambasciatrici sarde riconosciute e apprezzate a livello internazionale. «Un progetto sociale e imprenditoriale al quale la Regione ha creduto immediatamente. Un progetto che racchiude un messaggio culturale e identitario, basato sui prodotti tipici della nostra terra che necessitano di un volano per conquistare i mercati internazionali» ha detto il sindaco Soddu. Così l’idea originale di Giuditta Sireus, oltre a voler rendere omaggio a due icone della cultura sarda, ha permesso di creare una vera e propria rete tra diverse comunità. «In queste due artiste – ha detto Sireus – ho scoperto un mondo che vale la pena raccontare attraverso le abili mani delle nostre tessitrici, ultime depositarie di un’arte che rischia di scomparire. In questo momento mi piace immaginare Maria Lai e Grazia Deledda fare il tifo per noi». Di punto di partenza per dar vita a un progetto che possa vedere coinvolto tutto il territorio isolano, ha parlato Emiliano Deiana che ha inoltre rimarcato il silenzio attorno a una programmazione territoriale della Regione che ha visto in campo 500milioni di euro. Un’opera che oltre a unire le varie comunità, metterà in luce le ricchezze del territorio. «Un progetto – ha concluso Paci – dal quale partiranno azioni di valorizzazione in chiave turistica, culturale e produttiva,
e che ha già suscitato l’interesse della Columbia University (con cui la Regione ha già avviato una collaborazione per promuovere la Sardegna negli Stati Uniti) che intende avviare un percorso di studio su Maria Lai e le sue opere, da inserire nelle attività da svolgere a New York».

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