Dorgali, scoppia il caso dei manifesti

Sui muri compaiono scritti offensivi con il timbro del Comune. «È stato un errore»

DORGALI. Sono dedicati “Alla banda del cofano aperto” “Il Branco" , i manifesti dai toni decisamente poco gentili e a tratti anche scabrosi, tali da turbare la sensibilità e il pudore altrui, che per due giorni hanno campeggiato nei luoghi più frequentati di Cala Gonone. L’anonimo, che ha commissionato lo scritto da una tipografia, quindi tanto anonimo non è, e che è riuscito anche a far apporre il timbro del comune di Dorgali, si è voluto vendicare in questa singolare maniera di chi probabilmente gli sta rendendo la vita impossibile.

Secondo i dodici punti spiegati con minuzia di particolari, qualcuno avrebbe disseminato escrementi tutti i luoghi che questa persona frequenta, a casa, in giardino, nel parcheggio, per strada, sugli scogli o sulla spiaggia dove va a pescare. Insomma una vera e propria persecuzione fatta anche in sua assenza, quando si trova a Genova. I manifesti sono probabilmente il frutto della classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«Se si tratta di animali il “Branco” lo fanno i lupi, se si tratta di persone ( non di uomini) il “Branco” lo fanno i vigliacchi. Una idda in manos a tappeos cotturones e vigliaccos».

«Quei
manifesti li stiamo facendo togliere- ha commentato ieri in tarda mattina la sindaca, Itria Fancello – È stato un errore grossolano da parte dell'ufficio», ha aggiunto il primo cittadino, riferendosi a chi ha timbrato i manifesti con la scritta “Comune di Dorgali”.

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