La tragedia di Oloè: «Prima del ponte fu un poliziotto a spostare la transenna»

Al processo per l’alluvione parla l’autista dell’ambulanza che seguiva gli agenti e rivela un particolare mai emerso finora

NUORO. «È sceso un poliziotto dal Defender di servizio che ci faceva da apripista. Ha spostato la transenna dalla carreggiata e poi è risalito sull’auto. Noi li abbiamo seguiti sempre tenendo la distanza di sicurezza, poi all’altezza del ponte di Oloè la camionetta è crollata. L’ho proprio vista cadere in mezzo al fumo e all’asfalto che si sgretolava».

Nella tarda mattinata di ieri al processo per l’alluvione del 2013, a raccontare i drammatici momenti del 18 novembre è stato Pietro Raimondo Mesina che quel giorno percorreva in colonna la strada provinciale 46 in direzione di Oliena. Dorgalese, autista della Croce verde, l’uomo sollecitato dal pm e poi dai difensori nel controesame ha fornito una ricostruzione precisa e lucida degli attimi che precedettero l’incidente che costò la vita all’agente della Questura di Nuoro Luca Tanzi.

L’elemento di novità, a quanto pare mai emerso in precedenza, nemmeno nella fase delle i indagini è che secondo il racconto dell’autista dell’ambulanza a spostare la transenna fu proprio uno dei poliziotti che si trovava a bordo del Defender e che scortava l’ambulanza con all’interno una coppia in ipotermia, diretta verso il pronto soccorso del San Francesco.

«Noi ci eravamo coordinati con la centrale del 118 e ci avevano detto di portare la coppia in difficoltà all’ospedale di Nuoro percorrendo quella strada – ha detto il teste –. C’era stato detto soltanto di aggirare la circonvallazione di Oliena perché c’erano stati dei problemi con allagamenti che mettevano a rischio la viabilità passando per il centro abitato. La visibilità era comunque buona. Aveva smesso di piovere e il cielo appariva stellato. Procedevamo comunque con prudenza per la presenza di detriti sull’asfalto e anche di alcune pietre. L’andatura poteva essere al massimo di 40 – 50 chilometri orari. Poco prima del ponte incontrammo anche un Fiorino che proveniva da Oliena – ha riferito ancora Mesina nel corso dell’udienza davanti al giudice monocratico Giorgio Cannas – . Una circostanza che mi rassicurò – ha aggiunto l’autista dell’ambulanza rispondendo alla domanda del pm Emanuela Porcu che gli ha chiesto se avessero incrociato altri mezzi durante il tragitto iniziato poco dopo Dorgali dove avevano preso in carico, dai sommozzatori dei vigili del fuoco e dall’equipaggio di Tanzi, i due feriti –. Soprattutto la donna era in difficoltà per il freddo. Ma sia lei che suo marito furono liberati dei vestiti bagnati, riscaldati e monitorati».

L’equipaggio dell’ambulanza, oltre a Mesina era composto da Rosaria Tolu e Giampaolo Sio. Entrambi sentiti come testi hanno riferito dell’emergenza con la presa in carico dei due feriti (in codice giallo), ma sia Tolu che Sio si trovavano nell’abitacolo dell’ambulanza perciò non hanno potuto riferire della presenza o meno di transenne durante il percorso e nemmeno dell’incidente al Defender che li precedeva. «Eravamo in una posizione che non ci consentiva di vedere la carreggiata» hanno spiegato i due soccorritori. Dopo il tragico incidente all’altezza del ponte di Oloè, l’ambulanza era riuscita ad arrestare la sua corsa in tempo.

L’autista resosi subito conto della gravità del fatto aveva lanciato l’allarme e sollecitato i soccorsi.

Solo dopo circa un’ora il mezzo della Croce verde con i due feriti a bordo era riuscito a riprendere il viaggio in direzione di Nuoro. Ovviamente facendo inversione e percorrendo un tratto della Ss 125 fino all’altezza della casermetta di Iloghe per poi innestarsi sulla 131.
 

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