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Inchiesta falsi ciechi, due assoluzioni

Il giudice ha disposto anche cinque “non luogo a procedere”

LANUSEI. Si è conclusa con cinque “non luogo a procedere” e due assoluzioni in sede di rito abbreviato l’inchiesta sui falsi ciechi in Ogliastra. Lo ha stabilito ieri mattina il giudice del tribunale di Lanusei, Francesco Alterio, che ha assolto Giuseppe Carta di Barisardo e Carmine Deiana di Tertenia dall’accusa di aver percepito indebitamene le pensioni di invalidità dell’Inps. I loro avvocati (Stefano Piras, Fabrizio Demurtas e Rinaldo Saiu) avevano chiesto il rito alternativo condizionato alla perizia del consulente di parte e ieri hanno invocato, ottenendola, l’assoluzione. Per Sergio Altea e Anna Rosa Piras, entrambi di Girasole, difesi dall’avvocato Mauro Pretti, per l’oculista Davide Intilla accusato in concorso e per aver attestato il falso, assistito dal legale Guido Manca Bitti, per le loceresi Eugenia Puddu e Francesca Melis (difese rispettivamente dagli avvocati Paolo Pilia e Marco Congiu), il gup ha disposto, invece, il non luogo a procedere.

La vicenda prende l’avvio nel 2016 con la clamorosa operazione della Guardia di finanza di Arbatax denominata “Vicolo cieco”, proprio perché di presunti falsi ciechi si trattava. Persone che secondo gli investigatori godevano di ricche pensioni di invalidità e nel frattempo conducevano una vita del tutto normale.

Per quella vicenda i finanzieri ipotizzarono una presunta truffa da 500mila euro all’Istituto previdenziale. Tra i
denunciati c’era anche Giuseppe Carta, ribattezzato “il maratoneta” perché filmato dai militari mentre correva in strada. La sua storia finì su Rai 1 e l’uomo preannunciò querela. Ora con l’assoluzione in tasca Carta che soffre di un problema alla retina, potrà far valere le sue ragioni.

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