«Cieco davvero, vita stravolta»

Girasole: parla Sergio Altea, accusato di essere un falso invalido e poi prosciolto. «Tre anni d’inferno»

GIRASOLE. La tegola che gli è cascata addosso, stravolgendo per sempre la sua vita, è stata l’operazione della Guardia di finanza di Arbatax denominata “Vicolo cieco”. È il 23 novembre 2015 e Sergio Altea, 50 anni viene accusato con altri presunti falsi ciechi ogliastrini di aver percepito indebitamente le pensioni di invalidità dall’Inps. Additato alla stregua di un truffatore dall’opinione pubblica ancor prima del processo, Altea e i suoi familiari, che risiedono a Girasole, hanno vissuto con grande sofferenza la vicenda giudiziaria che si è appena conclusa con un non luogo a procedere. Una pronuncia liberatoria che, tuttavia, non cancella l’amarezza e la rabbia per quanto è accaduto in questi tre anni e mezzo. «Sono stato malissimo, ho anche subito un procedimento disciplinare da parte dell’azienda sanitaria di Lanusei dove lavoravo e dove lavoro tutt’oggi come centralinista. Non so veramente cosa mi abbia tenuto in piedi tutti questi anni se non la consapevolezza di non aver mai truffato nessun perché la mia patologia è purtroppo reale e mi ha reso completamente cieco all’occhio sinistro mentre con il destro percepisco solo la luce». È un fiume in piena Sergio Altea mentre, nello studio tortoliese del suo avvocato Mauro Pretti, racconta il girone dantesco che ha attraversato. Al suo fianco la moglie Anna Rosa Piras, anche lei sotto inchiesta per favoreggiamento. E anche lei prosciolta in sede di udienza preliminare dal giudice del tribunale d Lanusei. Anna Rosa gli è stata accanto anche quando le sue immagini hanno alimentato l’arena mediatica nazionale. Sergio Altea è finito suo malgrado sugli schermi di Piazza Pulita, seguitissima trasmissione de La 7. Non solo. I suoi conti sono stati sequestrati, lo stipendio pignorato di un quinto mentre l’inchiesta della Procura di Lanusei capeggiata dal sostituto Nicola Giua Marassi andava avanti. Ora con la sentenza di giovedì scorso il gup Francesco Alterio ha disposto il dissequestro dei beni. E ristabilito la verità. «Sono ancora molto arrabbiato - incalza il centralinista -, ho cercato di recuperare parte della mia autonomia per non pesare sulla mia famiglia. Ho fatto corsi su corsi ma questa circostanza di fatto è stata controproducente perché mi sono ritrovato in una mare di problemi». Altea e la moglie stanno valutando il da farsi anche se ora la priorità è lasciarsi alla spalle la brutta faccenda. «Adesso mi serve riacquistare la serenità perduta. Non posso dimenticare - conclude- ma voglio che su questa storia cali un velo pietoso”. A finire nel mirino delle Fiamme gialle assieme al centralinista e altre tre persone di Tertenia e
Loceri anche Francesca Melis, Eugenia Puddu e Giuseppe Carta. L'uomo all’indomani del clamore suscitato da alcune riprese, finite su Rai 1, che lo inquadravano mentre correva nelle strade di Barisardo aveva, carte alla mano, preannunciato battaglia. Tutti, infine, sono stati prosciolti.

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