Odissea tra cantieri, promesse e troppe attese

Molti residenti di Oliena e Dorgali aspettano la riapertura del ponte. E i lavori procedono spediti

OLIENA. Il ponte di Oloè continua a essere al centro dei pensieri e delle domande dei tanti che ne attendono da tempo la riapertura. E si chiedono: una volta finiti i lavori ed effettuato il collaudo, quanto tempo dovrà passare per il dissequestro della struttura? E prima dalla riapertura, non sarà il caso di mettere mano alla provinciale 46 Oliena- Dorgalì così come al tratto Nuoro Oliena che versano in condizioni disastrose. E ancora: perché nel frattempo non viene pulito l'alveo del Cedrino in prossimità del ponte, una foresta che rischia di risucchiare anche la struttura ? Tutte domande che si pongono in particolare gli olianesi, ma non solo loro, che da cinque anni stanno aspettando con una pazienza infinita di poter transitare nuovamente nel ponte tristemente entrato, nella storia per la morte del poliziotto Luca Tanzi. Il ponte, se non altro, nel frattempo ha funzionato come passerella elettorale, reggendo benissimo l’impatto. E adesso si attendono le risposte alle domande dei cittadini, con la speranza che non siano stati presi in giro per l’ennesima volta. C’è ancora tanta rabbia tra chi nel ponte passava ogni giorno per lavoro e adesso deve fare decine di chilometri in più con grande dispendio di energie e di quattrini. Tanti gli allevatori, i proprietari di uliveti e vigneti, gli insegnanti, gli impiegati e operai che aspettano con ansia che i blocchi di cemento piazzati nei due ingressi vengano rimossi. Forse con qualche operaio in più si sarebbero potuti accorciare i tempi di consegna, comunque i lavori di ripristino sul ponte di Oloè stanno andando avanti spediti e tutto fa pensare che ci si sta avvicinando davvero alla riapertura. In questo momento il grande malato è ancora avvolto dalla fitta rete metallica del ponteggio utilizzata dagli operai delle ditta Aggius che ha in appalto i lavori. Gli operai stanno ripulendo dal cemento di copertura i ferri, in qualche occasione arrugginiti, dell'armatura in acciaio che facevano capolino dal calcestruzzo nelle travi. Ferite che che vengono poi ricoperte con dei getti di malte speciali che riportano tutto in sicurezza. Non dovrebbero presentarsi grandi problemi per la stabilità che è già stata verificata con un collaudo qualche anno fa. Ciò che fa pensare è la fitta foresta di alberi che sta avanzando inesorabilmente
verso il ponte. Non sarà il caso di intervenire ? Si erano offerti di fare il lavoro gratuitamente gli allevatori del posto, ma non se n'è fato nulla. Si aspetta che si crei l'effetto diga con la possibilità di creare altro problemi come se non bastassero quelli che ci sono già.

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