Si cerca un gestore per Farcana: Nuoro rischia di restare senza piscina d'estate

L’amministrazione rompe il contratto con la Rari Nantes e chiede il risarcimento

NUORO. «L'amministrazione farà di tutto per aprire la piscina di Farcana in tempo per la stagione estiva – dice Rachele Piras, assessora allo Sport –. Stiamo già lavorando per informare e sensibilizzare gli operatori del territorio e non solo affinché una volta portati a termine i lavori di manutenzione si possa garantire l'apertura per l'estate. Un obiettivo che richiede un grande impegno da parte dell'amministrazione, ma anche la volontà, la visione e la capacità imprenditoriale da parte dei privati». Senza nascondere i problemi, l’assessore Piras interviene sul caso della piscina di Farcana, chiusa dal 2017 e all’indomani della rescissione del contratto tra l’amministrazione comunale e la società che aveva in gestione l’impianto, la Rari Nantes. Per il secondo anno consecutivo infatti i cittadini nuoresi potrebbero fare a meno di una valvola di sfogo per chi rimane in città durante i mesi più caldi, appunto la piscina olimpionica di Farcana. Infatti se da un lato si potrà finalmente risolvere il problema delle copiose perdite d’acqua che nel 2017 causarono gravi disagi, resta il nodo della gestione.

Da un lato il Comune ora ha disposizione 40mila euro per risolvere il problema delle perdite, causato da tubazioni difettose in alcuni tratti della piscina: tali da far calare, durante l’estate 2017, il livello dell’acqua anche di 10 centimetri in una notte. Per capire quanta acqua venisse aggiunta di giorno in giorno basta ricordare che la piscina ha una lunghezza di 50 metri e una larghezza di 16. I fondi a disposizione ora dovrebbero essere sufficienti per risolvere il problema.

Ben altra cosa è la gestione. Il dirigente del servizio sport del Comune, Francesco Rosu, lunedì scorso ha firmato la determina per la risoluzione del contratto tra l’amministrazione comunale e la A.S.D. Rari Nantes Acquatica Nuoro, società che nel 2013 si era aggiudicata l’appalto per la gestione dell’impianto per quindici anni, dunque sino al 2028. In realtà la società aveva gettato la spugna già nel maggio dello scorso anno, quando era evidente la necessità di lavori di manutenzione straordinaria. Lavori e costi che, come sottolineato dal presidente Pietro Manca, la Rari Nantes non era in grado di sobbarcarsi. Per questi motivi lo scorso anno l’impianto era rimasto chiuso. La risoluzione vera e propria del contratto, con richiesta di danni dell’amministrazione, è invece di questi giorni. Il Comune precisa che è dovuta alla «ripetute inadempienze e violazioni del contratto d’appalto» da parte della Rari Nantes.

L’amministrazione inoltre procederà alla richiesta di risarcimento nei confronti della compagnia assicurativa che aveva garantito la cauzione per conto della società. Si tratta di poco più di seimila euro. Alla Rari Nantes il Comune contesta il mancato pagamento del canone annuale, ma anche non aver provveduto alla voltura delle utenze della piscina (presumibilmente energia elettrica, rifiuti e acqua), clausola
prevista dal contratto d’appalto, rimaste perciò a carico delle casse pubbliche. Oneri evidentemente non trascurabili che hanno gravato sulle finanze dell’amministrazione comunale per cinque anni (la piscina ha aperto regolarmente nei mesi estivi dal 2013 al 2017). (p.me.)

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