Presto aprirà il nuovo centro diurno di Marreri

La lunga attesa dei genitori. La struttura è costata due milioni: ora ha anche l’accreditamento

NUORO. I tempi sono finalmente maturi. Con l’arrivo dell’agognato accreditamento regionale, il centro diurno di Marreri potrà aprire prestissimo, si spera giusto ancora in un paio di mesi di attesa. Si tratta del coronamento di un sogno per chi ormai da un paio di lustri ha creduto in questo progetto malgrado le tante difficoltà e i rallentamenti. «Finalmente ci siamo. Superato l’ostacolo dell’autorizzazione regionale arrivata a fine ottobre, ora dovremo procedere spediti. Non ci rimane che indire una selezione per il reclutamento del personale e la struttura tanto attesa da noi genitori di figli autistici ma non solo potrà essere operativa», ha detto Renzo Marrazzu, vice presidente della Fondazione Marreri, vera memoria storica del progetto, opera di cui ha fatto un vero cavallo di battaglia in questi anni. La struttura – unica in Sardegna accreditata con la Regione e con la sua rete sanitaria – non sarà un semplice centro diurno, ma un vero e proprio progetto di vita. È questa la speranza di tante famiglie che ben sanno quali potrebbero essere i benefici di un’assistenza multidisciplinare con personale competente e qualificato. «Si è finalmente concluso il percorso di accreditamento. Adesso una volta firmato il contratto possiamo iniziare a programmare le attività», ha ribadito il presidente della Fondazione Marreri Tonino Ladu.

Il centro, realizzato nelle campagne di Marreri, costato due milioni di euro e dotato di spazi adeguati. La struttura, pensata per accogliere durante il giorno al massimo 40 persone tra mattina e pomeriggio, è stata realizzata secondo le linee guida di una delibera regionale che vale per diverse malattie gravi, e non solo per l’autismo. Il centro è finalizzato all’abilitazione e riabilitazione delle persone affette da Dsa con interventi di tipo educativo assistenziale e socio terapeutico. Fondamentale il mantenimento e potenziamento delle abilità presenti nelle persone – utenti, all’inclusione sociale e dove è possibile all’inserimento lavorativo. Gli obiettivi sono: stimolare le abilità percettive; favorire l’apprendimento dei concetti
di base; stimolare, sviluppare e potenziare le risorse residue presenti nella persona; garantire sistemi plurisensoriali in grado di favorire le capacità di movimento; favorire sia la privacy che la socializzazione e ricreare quanto più possibile atmosfere familiari. (l.u.)

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