Scuole più competitive grazie all’Erasmus plus

Macomer, il futuro dell’educazione didattica passa attraverso la formazione Al “Caria” un seminario provinciale di “Digital Bridge” per i docenti

MACOMER. Quando si pronuncia la parola “Erasmus” si pensa subito al programma di scambio universitario. Nato nel 1987, ha permesso a milioni di giovani di vivere e studiare, per un periodo più o meno lungo, in una delle Nazioni europee. Ma forse solo in pochi sanno che l’ambizioso progetto è stato pensato anche per i docenti. L’obiettivo è semplice. Oltre che rafforzare l’idea di appartenenza al vecchio Continente e incentivare l’utilizzo delle lingue straniere, punta a fornire strumenti adeguati e moderni nel campo dell'insegnamento 2.0. «L’innovazione didattica è uno dei tasselli del Piano nazionale Scuola digitale e i progetti dell'ufficio scolastico regionale ne sono una chiara dimostrazione – afferma la referente del Usr, Anna Rita Vizzari –. Il primo programma dal titolo “Cosmopolitismo Digitale”, durato due anni e conclusosi nel 2018, ha coinvolto 39 scuole dell’isola e altrettanti docenti. Otto i paesi europei scelti per la mobilità: Grecia, Malta, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Repubblica Ceca e Slovenia. “Digital Bridge”, invece – prosegue Anna Rita Vizzari – ha permesso a 26 docenti di fare alta formazione e seguire corsi di aggiornamento in Belgio, Francia, Finlandia e Norvegia. Il piano, della durata di 23 mesi, si concluderà a maggio». Un’occasione unica che Maria Antonietta Murrocu, referente del progetto per l’Istituto comprensivo “G.Caria” di Macomer, non si è lasciata sfuggire. Nel luglio 2018 è volata in Norvegia, precisamente a Oslo, per cinque giorni. «È stata un’esperienza unica, dal punto di vista umano e professionale. L’insegnamento deve stare al passo coi tempi. È necessario stimolare i ragazzi e coinvolgerli parlando il loro “linguaggio”».

Così ci si affida alle lezioni interattive e alle verifiche digitali, passando anche per l’eleborazione del Visual Cv o Curriculum Vitae creativo. Insomma il web è risorsa imprescindibile. Delizia ma anche croce, per usare le parole di Sergio Masia, dirigente del “Caria” che ieri ha ospitato il seminario provinciale di disseminazione “Erasmus Plus e Digital Bridge”.

«Noi crediamo nell’innovazione tecnologica e investiamo nella formazione dei docenti, poi capita che ogni giorno nelle aule siamo costretti a scontraci con l’amara realtà: connessione lenta dei pc, difficoltà a usare le lavagne elettroniche e altre apparecchiature. Abbiamo potenziato la linea internet a nostre spese – sottolinea Masia
– ma non possiamo fare tutto da soli». In Italia la Sardegna è all’ultimo posto per le dotazioni tecnologiche nelle scuole, ma al quinto per il buon utilizzo che i docenti ne fanno.

Dati che impongono una riflessione seria e che la dicono lunga su quanto ancora ci sia da fare.

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