Briatore torna in Barbagia per sostenere i pastori

Martedì 19 a Bitti con l’imprenditore ci sarà anche Oscar Farinetti, fondatore di Eataly Incontro con gli allevatori nel caseificio Mama ’e Oro e nell’hotel Su Lithu

BITTI. Era il 17 maggio 2017 quando, alla presenza di Oscar Farinetti, all’Eataly di Milano fu presentato e lanciato il Bithi di Barbagia, il pecorino sardo frutto dell’accordo tra Flavio Briatore e un gruppo di pastori del centro-nord Sardegna. Martedì 19 l’imprenditore piemontese e il creatore della catena di mega store che distribuisce le eccellenze alimentari nel mondo arriveranno a Bitti per trascorrere un’intera giornata di lavoro con le aziende della Mama ’e Oro, gruppo specializzato proprio nella produzione delle diverse qualità di formaggio che costituiscono il Bithi di Barbagia: il Vintage, lo Young, il Crudo, Stagionato dolce e fresco. Peraltro fu sempre a Bitti che, nel dicembre 2016, furono scelti e battezzati questi cinque prodotti di eccellenza che ormai vengono distribuiti in tutto il mondo.

La joint venture con Briatore ha infatti portato il formaggio barbaricino nelle tavole del continente asiatico, in nord America, nei paesi Arabi – Dubai in particolare –, Montecarlo, Londra, Svezia, nella catena Eataly, nei ristoranti del gruppo Cipriani di tutto il mondo e nei resort di proprietà del “pastore di Cuneo”, come ama definirsi lo stesso Briatore. Come annunciato il mese scorso nei giorni caldi della protesta, quella di martedì prossimo, oltre a essere una visita di solidarietà al travagliato mondo agropastorale, con la presenza di Oscar Farinetti assume senz’altro un aspetto più imprenditoriale e pratico, che porterà probabilmente a un salto di qualità nella già positiva esperienza commerciale del Bithi di Barbagia. L’ottimo posizionamento nel mercato internazionale del prodotto della Mama ’e Oro – che va di giorno in giorno sempre più consolidandosi – ha sciolto le normali riserve e cautele che sempre accompagnano la promozione di prodotti alimentari di nicchia. Ecco quindi che, raggiunto lo standard qualitativo, ora l’attenzione degli interessati si sta concentrando verso quello quantitativo.

Il gruppo, che attualmente viaggia intorno ai 300 mila litri di latte trasformato, guarda con fiducia al futuro e la presenza dei due imprenditori a Bitti la prossima settimana, lascia presagire un imminente ampliamento della produzione. Un primo obbiettivo dovrebbe essere la creazione di un ulteriore segmento industriale, più commerciale che, oltre alla conservazione dei cinque prodotti d’élite già in distribuzione, punta al primo milione di litri di latte trasformati, cosa che ovviamente comporterà l’allargamento delle aziende coinvolte nel plan. Tutti i soggetti – pastori, Briatore, Farinetti – tengono comunque a precisare che si tratterà esclusivamente di formaggi semicotti, a pasta cruda, già apprezzati dai mercati. Non verrà prodotto un solo chilogrammo di pecorino romano o di fiore sardo. I tecnici di fiducia di Briatore e gli esperti di Eataly prevedono che le quantità di formaggio prodotto possano essere agevolmente assorbite, malgrado un target di prezzo alto, poiché destinato ad un range del 10% circa della popolazione mondiale (600 milioni), che acquista a prescindere dal costo. Con circa 400 milioni di litri prodotti annualmente, alcuni milioni costituiscono in effetti solo una goccia nel grande mare dell’industria

del latte ovino in Sardegna. La giornata di martedì si articolerà in due fasi. In mattinata visita ad uno dei caseifici della Mama ’e Oro, quello della famiglia Carzedda di Bitti. A seguire, nel pomeriggio presso l’hotel Su Lithu, analisi e conferenza stampa di chiusura.
 

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