Macomer gioca la carta del turismo religioso

Mezzo milione per un percorso tra la chiesa di San Pantaleo e Sant’Antonio Tra le tappe intermedie l’area di Sòlene. Il sindaco: vogliamo che sia valorizzata

MACOMER. La crescita di una comunità passa anche attraverso la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione dei luoghi di culto. Proprio quello che si sta cercando di fare a Macomer, grazie ai fondi per il cosiddetto "Turismo religioso". «Il finanziamento europeo destinato al Piano di sviluppo territoriale è cospicuo», sottolinea il sindaco, Antonio Succu. Si tratta di mezzo milione di euro, frutto della convenzione siglata tra il Centro regionale di programmazione della Regione, l'Unione dei Comuni del Marghine e la Conferenza Episcopale.

L'obiettivo è di quelli ambiziosi: realizzare un percorso ben definito che unisca la chiesa di San Pantaleo, che si trova all'interno del centro abitato, e quella campestre di Sant'Antonio da Padova che si trova nell'omonimo Monte. Un santuario molto caro ai macomeresi, al centro di una festa seguitissima, così come la tredicina, che peraltro richiama fedeli da tutta l’isola.

Tra le tappe intermedie ci sarà anche quella che include la zona di Santa Maria e l'area archeologica di Sòlene. «Un sito, che sebbene sia meno conosciuto rispetto a quello di Tamuli – afferma Antonio Succu – possiede altrettanto fascino e bellezza. L'idea dell'amministrazione è quella di dargli maggiore visibilità, in modo che tutti, gente del posto e turisti, possano visitarlo e farlo conoscere a loro volta. La promozione del nostro territorio deve passare obbligatoriamente anche da qui», aggiunge.

La dimostrazione dell'importanza di quest'area è data anche dal riconoscimento degli esperti. Secondo gli archeologi Sòlene è un prezioso sito ricco di storia e manufatti da proteggere e difendere. Il nuraghe ne è un chiaro esempio. Dunque, in un futuro non troppo lontano, l'area che ha bisogno di essere riqualificata, potrebbe rifiorire e splendere di luce propria.

Non molto distante, a una manciata di chilometri lungo la strada per San Leonardo di Siete Fuentes, esiste un altro antico camminamento che conduce al Monte di Sant'Antonio. «Il percorso di “Intra e monte”, questo il suo nome, è sempre esistito – precisa il primo cittadino – , noi siamo intervenuti per apportare delle migliorìe e renderne più agevole il passaggio».

Dotato dell'apposita cartellonistica, si può percorrere il sentiero, lungo diversi
chilometri, a piedi, in mountain bike e persino a cavallo. La formula del turismo sostenibile e religioso è quella su cui i Comuni del Marghine intendono puntare. Una scommessa ambiziosa che potrebbe rivelarsi vincente, restituendo al territorio la centralità e l'appeal persi negli anni.

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