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Battaglia contro l’Anas nove aziende agricole dal giudice di pace

TERTENIA. Nove aziende agricole di Tertenia hanno mosso guerra all’Anas. E ora reclamano giustizia di fronte al giudice di pace, al Tribunale di Lanusei nonché alla Corte d’appello di Cagliari perché...

TERTENIA. Nove aziende agricole di Tertenia hanno mosso guerra all’Anas. E ora reclamano giustizia di fronte al giudice di pace, al Tribunale di Lanusei nonché alla Corte d’appello di Cagliari perché ritengono che i loro diritti siano stati violati in virtù dei mancati pagamenti dell’indennità di occupazione temporanea. La vicende che hanno spinto i proprietari delle aziende a rivolgersi all’avvocato Brunello Aquas prendono l’avvio nel marzo del 2017 quando diversi proprietari, prevalentemente produttori del settore agro-zootecnici, incappano nell’occupazione di urgenza dei terreni assoggettati ad esproprio per la costruzione del nuovo tracciato della Nuova orientale sarda, nel troncone Tertenia-San Priamo. L’esproprio ha smembrato le aziende intercludendo il passaggio da una parte verso l’altra. Non solo, i lavori impediscono l’irrigazione dei terreni a valle della nuova strada cosicché, per un verso, si è in presenza di un totale sconvolgimento dei suoli, per un altro, i pochissimi terreni rimasti al di fuori della procedura sono privi di irrigazione. A fronte di tutto ciò, gli indennizzi offerti sono stati considerati troppo bassi e soprattutto non sono stati ancora pagati. «Nonostante la prima fase delle azioni proposte, quella cioè della determinazione dell’indennità da parte della commissione composta da tre tecnici, uno dei quali nominato dal presidente del Tribunale di Lanusei, abbia reso giustizia agli espropriati spazzando via le mortificanti proposte di indennizzo formulate dall’Anas, quest’ultima preferisce tergiversare, cercando, quasi quotidianamente nuovi spazi giudiziari per evitare il pagamento» sottolinea l’avvocato Aquas che ieri mattina era a Lanusei per seguire una delle cause civili intentate contro l’azienda. E mentre i giudizi civili seguono il loro non veloce iter c’è anche chi avrebbe chiesto alla Procura di Lanusei di indagare sull’Anas per aver occupato aree non
assoggettate alla procedura di esproprio. Un gruppo di proprietari, disperati, ha incaricato uno studio legale di Roma di chiedere chiarimenti su eventuali violazioni penali per la scomparsa e l’interramento di sorgenti d’acqua e per l’abuso delle procedure espropriative. (g.f.)

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