Caso Ferrai, il processo slitta

Una serie di omicidi: per i legali degli 8 imputati inutilizzabili le intercettazioni Dda, rinvio all’11 aprile

CAGLIARI. «Le intercettazioni della Direzione distrettuale antimafia non sono utilizzabili». Le eccezioni preliminari sollevate dai difensori dei fratelli arzanesi Angelo e Cesare Balzano e del compaesano Luigi Piras hanno indotto la corte d’Assise di Cagliari a far slittare l’apertura del processo a carico di otto ogliastrini accusati a vario titolo di una lunga serie di omicidi che dal 2000 al 2006 insanguinarono l’Ogliastra e di altri episodi criminosi. Sulle richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni, presentata dagli avvocati Paolo Pilia, Pasquale Ramazzotti e Mario Solanas ai quali si sono uniti gli altri legali, la corte, presieduta da Tiziana Marogna, si pronuncerà il prossimo 11 aprile.

La vicenda, culminata con il rinvio a giudizio di otto persone, ha preso il via dalle indagini che in una prima fase sono state incentrate sulla clamorosa rapina alla postazione militare di Capo Bellavista messa a segno ad Arbatax il 21 settembre del 2004, ma che poi si sono sviluppate su altri fronti. La stessa notte della rapina, quando due banditi mascherati, dopo aver puntato le pistole contro un caporal maggiore dell’Esercito a guardia dell’armeria, si impossessarono di tredici fucili mitragliatori, il giovane tortoliese Marco Ferrai fece perdere le sue tracce. I genitori, Nino Ferrai e Mariangela Bangoni iniziarono a cercarlo. Si rivolsero ai carabinieri e, disperati, persino alla trasmissione “Chi l’ha visto”. Marito e moglie vennero uccisi il 3 dicembre 2004, nel loro podere di Basaura, sulla strada che fiancheggia la pista dell’aeroporto di Tortolì. Chiusa l’indagine, il pubblico ministero Danilo Tronci, che ieri in aula ha ribadito al legittimità delle procedure utilizzati dalla Dda nel corso delle indagini durate svariati anni, nel 2017 ha rivolto l’accusa su dieci persone, che dopo l’udienza preliminare sono diventate otto. Usciti di scena Fabrizio Demontis di Escalaplano e Davide Balzano di Arzana, sono a processo i fratelli Angelo e Cesare Balzano di Arzana, i compaesani Giangiuseppe Ferrari e Luigi Piras, Andrea Agus di Lanusei, Paolo Mulas e Armando Mameli, entrambi di Tertenia, e Salvatore Mereu, di Tortolì. Cesare Balzano e Luigi Piras sono ritenuti responsabili del duplice assassinio dei coniugi Ferrai: avrebbero compiuto gli omicidi per garantirsi l’impunità per la rapina commessa a Capo Bellavista, di cui sono ritenuti responsabili assieme ad Angelo Balzano, Salvatore Mereu e Giangiuseppe Ferrai. Cesare Balzano è anche considerato responsabile dell’omicidio di Angelo Tangianu, mentre Armando Mameli e Cesare Balzano sarebbero legati ai tentati omicidi di Luigi Lobina e di sua moglie. La Dda è certa di aver ricostruito le trame che hanno portato agli omicidi di Lino Perotti e Angelo Tangianu, oltre che al probabile omicidio di Marco Ferrai, nonché
di una sfilza di rapine e di attentati contro una società specializzata nella raccolta dei rifiuti. Contestati, a vario titolo e a ciascuno per le proprie responsabilità, anche la detenzione illegale di armi e l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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