Due rinvii a giudizio per la rapina di Dolianova

Corraine di Galtellì e Reccia di Orgosolo accusati del colpo messo a segno nel 2012 al Banco di Sardegna

CAGLIARI. Per gli inquirenti sono loro gli autori della rapina al Banco di Sardegna di Dolianova del maggio del 2012 e per questo vanno processati per rapina e sequestro di persona. Luciano Corraine, 31 anni, di Galtellì e Sossio Reccia, 38 anni di Orgosolo, ieri sono comparsi davanti al gup di Cagliari Lucia Perra che li ha entrambi rinviati a giudizio davanti ai giudici del collegio con l’inizio del dibattimento fissato per il prossimo 21 giugno. Corraine è difeso dall’avvocato Francesco Lai, mentre Reccia da Paolo Tuffu e Pietro Soddu, tutti del foro di Nuoro.

Quel giorno di sette anni fa a Dolianova il colpo messo a segno da un commando spavaldo e determinato fruttò circa 190 mila euro in contanti. Un assalto armi in pugno dove ai tre, che parevano specializzati in rapine (un complice Raimondo Lai è deceduto) andò tutto bene. A differenza di un’irruzione simile fatta appena un mese dopo a Muravera dove qualcosa andò storto e Corraine e Roccia furono arrestati dai carabinieri all’interno dell’istituto di credito. Infatti dopo l’arresto in flagranza per questa seconda rapina alcuni presenti invece nell’assalto di Dolianova avevano ritenuto di riconoscerli sulla base delle foto pubblicate dai giornali, malgrado nel Banco di Sardegna fossero entrati in parte travisati con sciarpe e parrucche.

Nel capoluogo del Parteolla il commando come ritiene la Procura di Cagliari composto da Luciano Corraine e Sossio Reccia aveva fatto irruzione in banca nel primo pomeriggio quando mancavano 15 minuti alle 16, quando nell’istituto di credito c’erano una quindicina di persone tra dipendenti e clienti. Poi i tre che sapevano come muoversi – così è stato detto dai presenti – non si sono fatti prendere dal panico e hanno portato a termine il piano prima di darsi alla fuga. In pochi minuti hanno atteso l’apertura a tempo della cassaforte, rinchiudendo poi in bagno impiegati e clienti (da qui l’imputazione anche di sequestro di persona). Presi i soldi contenuti – l’importo è stato quantificato dai carabinieri in 188 mila euro – si sono allontanati indisturbati, raggiungendo probabilmente un’auto che li attendeva poco distante dalla piazzetta per poi far perdere le loro tracce.

Una fuga dalla filiale non senza prima farsi consegnare l’hard disk con le riprese delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza. Il 4 giugno la banda del Nuorese in trasferta rimane però bloccata all’interno del Banco di Sardegna di Muravera quando aveva già raccolto in grossi sacchi circa 100 mila euro. La rapina, quando ormai sembrava fosse andato tutto liscio fallisce grazie a un passante che vede all’interno dell’istituto un uomo con una pistola e da immediatamente l’allarme alle forze dell’ordine.

Nel pomeriggio la banda era stata circondata da polizia e carabinieri. A Corraine, Reccia e Lai dopo una trattativa di dieci minuti non rimase che deporre le armi ed arrendersi. Ora per Corraine e Reccia loro si apre un nuovo capitolo giudiziario davanti ai giudici del Tribunale di Cagliari.

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