«Il restauro dell’altare ridà armonia alla Cattedrale»

L’architetto Ziranu presenta i lavori in un incontro organizzato dal Rotary club «Felice che la chiesa e la città abbiano ritrovato un’importante opera d’arte»

NUORO. Il Rotary club cittadino incontra Angelo Ziranu per parlare dell’adeguamento del presbiterio della chiesa cattedrale. L’iniziativa nasce per portare a conoscenza dei soci del club, l’evoluzione fisico temporale dell’adeguamento del presbiterio della Cattedrale alle direttive post-conciliari, direttamente dalla voce del professionista interessato ai lavori della ristrutturazione presbiteriale. «L’informazione corretta – scrivono i rotariani nuoresi – è sempre alla base di una conoscenza completa delle problematiche collegate con il solo scopo di evitare dannose strumentalizzazioni e interpretazioni fuorvianti. È necessario infatti che alcuni principi informatori non rimangano nel ristretto ambito degli addetti ai lavori e che gli interventi che hanno come oggetto il patrimonio storico, artistico e religioso, abbiano la più ampia diffusione».

In particolare, nella relazione tenuta da Ziranu all’Hotel Sandalia, il pubblico ha ascoltato la ricostruzione delle vicissitudini storiche che hanno reso necessaria la costruzione di Santa Maria della Neve, il suo completamento da parte dell’architetto Giacomo Galfrè, creatore anche dell’altare maggiore, oggi riposizionato.

«Abbiamo potuto seguire – spiegano i rotariani – il percorso complicato delle approvazioni da parte della Soprintendenza, ma soprattutto siamo rimasti colpiti dalle varie fasi del restauro e della ricomposizione completa come oggi è possibile apprezzare. È stata prospettata, con l’ausilio di sistemi audiovisivi che ne rendono più comprensibile la tridimensionalità e l’inserimento nel contesto, l’adeguamento dell’intera area presbiteriale ai dettami del Concilio Vaticano II. Mensa, ambone, sede e cattedra, potranno avere collocazione e fisicità, in diretto rapporto armonico con l’assemblea. All’architetto e ai canonici presenti: il parroco don Giovanni Maria Chessa e don Alessandro Fadda, l’augurio di buon lavoro nel loro lungo e non facile cammino». «Terminati i lavori con la posa in opera della nuova illuminazione e il restauro delle tombe dei vescovi – ha detto l’architetto Angelo Ziranu – si è completata la ricostruzione dell’altare del 1800. Questa ricomposizione restituisce alla cattedrale la sua totale armonia, come progettato dal Cano prima e successivamente dal Galfrè. I volumi architettonici degli interni e le forme neoclassiche dell’altare dialogano
e si completano. Sono felice che la chiesa e tutta la città abbiano ritrovato e riscoperto una importante opera d’arte, ora di nuovo patrimonio di tutti. Con la presenza dell’antico altare, prosegue il lavoro di studio e affinamento del progetto nel rispetto del Concilio Vaticano II».

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