Reddito di cittadinanza, nel Nuorese due su tre rinunciano al sussidio

Solo il 35 per cento degli aventi diritto su 14mila ha presentato la richiesta. In totale sono 4762

NUORO. Ne avevano diritto in tredicimila 700, ma solo un terzo di loro ha presentato domanda per il reddito di cittadinanza. All’indomani della scadenza dei termini per le domande per poter accedere ai benefici del cavallo di battaglia del governo Lega-M5s, si scopre che in provincia di Nuoro solo 4762 persone, il 34,7% degli aventi diritto, ha presentato domanda per il sussidio nei Caf, centri di assistenza fiscale, o gli uffici postali. Anche in provincia di Nuoro (che come è noto da qualche anno comprende nuovamente l’Ogliastra) dunque molte persone il cui reddito Isee avrebbe consentito l’erogazione statale del reddito di cittadinanza non hanno voluto usufruire di questa opportunità. Nel sito internet dell’Inps sono stati pubblicati i dati sulla presentazione delle domande, suddivisi per provincia e per sedi Inps, che nella provincia di Nuoro sono cinque. Nella sede principale, quella del capoluogo, sono arrivate 2162 domande; segue quella di Lanusei, con 1240, ancora Macomer con 542, Siniscola con 421 e Sorgono con 397.

In linea con il dato regionale, la fascia d’età più rappresentata sarebbe quella compresa tra 40 e 67 anni, seguono i 25-40enni, e i generi equamente suddivisi da uomini e donne: due fasce generazionali molto rappresentative perché comprendono da una parte le persone che hanno perso il lavoro a un’età che li rende poco facilmente ricollocabili nel mercato e dall’altra quelli che il lavoro lo stanno ancora cercando e si arrangiano tra impieghi precari. Tra chi chiede il reddito di cittadinanza c’è una quota di persone che negli ultimi due anni ha usufruito del Reis, il reddito di inclusione sociale introdotto che ha visto l’isola capofila a livello nazionale.

Resta da capire per quale ragione oltre il 65 per cento degli aventi diritto al sussidio ha scelto di non presentare domanda: la prima considerazione è che i limiti imposti dalla richiesta, dai controlli alle rigide proposte di occupazione, abbiano agito da deterrente verso chi si trova comunque in una situazione di disagio. L’altra considerazione è che il lavoro nero è molto diffuso e qualcuno che, obtorto collo o meno, lo pratica, ha preferito continuare ad andare avanti in questo modo.

Per quanto riguarda ancora gli aventi diritto (nuclei familiari con un Isee inferiore ai 9600 euro), il dato di 13.700 è così suddiviso: 9.700 nuclei familiari (che possono essere anche composti da una sola persona) nella “vecchia” provincia di Nuoro (pari al 14,4% del totale
delle famiglie), e 4000 nella ex provincia d’Ogliastra (il 15,3%). La percentuale sul totale dei nuclei familiari è attorno al 15%. Non tutti dovrebbero ricevere la cifra “piena” di 780 euro prevista dal governo, somma che spetterà soltanto a chi ha un Isee pari a zero. (p.me.)

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