Sono giovani e donne le nuove speranze della viticoltura sarda

I dati della Coldiretti evidenziano una ripresa del settore La provincia di Nuoro terza nell’isola per aree coltivate

NUORO. La viticoltura è in netta ripresa, trascinata soprattutto dai giovani e dalle donne che puntano su mix vincente di tradizione e innovazione tecnologica. È quanto emerso stamattina nel mercato coperto di Campagna Amica a Nuoro, dove protagonista è stato il vino grazie anche al progetto che Coldiretti Nuoro Ogliastra sta portando avanti con l’agenzia Laore e l’Università della terza età. Il tecnico Tonino Costa di Laore, nel mercato dell’Exmè, insieme con il tutor di Campagna Amica e ai soci dell’Ute hanno presentato attraverso un laboratorio didattico con degustazione guidata i vini del territorio, il gusto e le caratteristiche della viticoltura. «Quello vitivinicolo è un settore in forte espansione in Sardegna, con importanti aziende che si ritagliano spazi importanti come dimostrato anche al Vinitaly la settimana scorsa dove si è aggiudicato il premio di miglior vino rosso – afferma il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Leonardo Salis –. Oggi chi segue il settore lo fa con alta professionalità, no dimentica la tradizione, ma anzi la valorizza anche con i metodi tradizionali meno invasivi ed è anche un settore che non disdegna il biologico. Ma allo stesso tempo abbinano e utilizzano le nuove tecnologie che nel rispetto della tradizione e della qualità presentano in un mercato, sempre più internazionale».

Nella provincia di Nuoro (che comprende anche l’Ogliastra), come emerge dal dossier Laore sul settore, si producono 53mila quintali di uva e 44.500 ettolitri di vino. Oltre 41mila rosso e oltre 3mila bianco. La superficie vitata è di oltre 6.500 ettari, meno della metà rispetto al 1984 quando era di oltre 14.700 ettari, diminuzione ricontratta in tutta la regione e dovuta fino alla fine degli anni ’90 principalmente alle politiche comunitarie sulla incentivazione agli espianti. Dopodiché, a partire dal 2000, le politiche comunitarie, nazionali e regionali hanno stimolato la riqualificazione del patrimonio viticolo. E se la provincia di Nuoro è terza in Sardegna, dopo Cagliari e Sassari, per superficie vitata, è però quella dove si è riscontrato il maggior incremento di superficie vitata a Dop e Igp, sia in valore assoluto che in percentuale, più 72,6% dal 2006 al 2017, passando da 1063 ettari a 4.855.

Spetta alla provincia di Nuoro anche il primato del Cannonau, vitigno più coltivato in Sardegna: si trova qui infatti oltre il 66% della superficie sarda destinata alla sua produzione, 4965 ettari rispetto a 7465 totale sardo. E sempre Nuoro detiene anche il primato della superficie destinata alla Malvasia, con 111 ettari su 2017 totali. Il Comune con più superficie vitata della provincia è Dorgali con 550 ettari, seguita da Oliena 544 e Jerzu 487. Mentre il cannonau monopolizza i vitigni: copre oltre il 75% della superficie vitata locale.

“I nostri viticoltori si propongono con grande creatività e competenza con prodotti innovativi che si stanno affermando con successo nel mercato. Un esempio lo abbiamo avuto anche la settimana scorsa al Vinitaly dove diversi nostri vini erano presenti all’interno dello spazio Coldiretti», ricorda il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Alessandro Serra. C’erano le terre delle tre Doc, Malvasia di Bosa, del Mandrolisai e del Cannonau, oltre che l’etichetta innovativa della cantina Eminas, vino tutto al femminile, che riporta nella bottiglia serigrafata un viso di donna, la nonna Bustiana con i suoi capelli raccolti e le impronte digitali delle tre giovani imprenditrici agricole di Mamoiada: Emanuela Melis di
34 anni, Maria Antonietta di 32 e Roberta di 27. Mentre lo scorso anno era stata protagonista un’altra donna, la giovanissima Giada Porcu di 21 anni che produce nella vigna Silattari a Bosa, la malvasia Botrytis Cinereacon, con gli acini ammuffiti e maturata interrata in vigna.



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