Incendiati due furgoni ambulante nel mirino

Torpè, nuovo attentato nella notte ai danni del magrebino El Amraoui Distrutta tutta la merce. L’uomo e la sua famiglia vivono da anni in paese

TORPÈ. Un incendio quasi sicuramente di origine dolosa ha distrutto, la notte scorsa, due furgoni parcheggiati in piazza Purissima, al centro di Torpè, a poche centinaia di metri dal palazzo comunale. Le fiamme sviluppatesi poco dopo l’una, hanno avvolto i due mezzi parcheggiati a poca distanza tra loro distruggendo anche tutta la merce contenuta al loro interno. Fortunatamente non si sono registrati feriti. I mezzi erano abitualmente utilizzati per recarsi ai vari mercatini del circondario da Mostapha El Amraoui, ambulante 45enne che da tempo, assieme ai familiari, vive nel centro baroniese.

I vigili del fuoco e i carabinieri di Torpè prontamente giunti sul posto non hanno rinvenuto tracce di inneschi incendiari ma tutto lascia supporre che possa essersi trattato di un attentato considerando anche il fatto che nello scorso agosto, la famiglia magrebina aveva subito un pesante avvertimento.

Un ordigno era stato posizionato davanti al portone della casa di via Brigata Sassari in cui risiede il commerciante, la moglie e i due figli in tenera età. L’esplosione che aveva scardinato il portoncino spargendo acuminati frammenti di legno nei paraggi avrebbe potuto ferire Mostapha e i familiari che stavano rincasando dopo aver lasciato il furgone in piazza. Per l’attentato era stato utilizzato un ordigno a basso potenziale con dentro della gelatina. Un botto che aveva svegliato mezzo paese e che aveva lasciato increduli gli extracomunitari. Il capofamiglia vive in Sardegna da quasi vent’anni e sino ad allora non aveva mai avuto problemi con nessuno. Qualche nemico, comunque, il commerciante deve avercelo visto che la notte scorsa gli attentatori sono tornati all’attacco con la distruzione totale dei mezzi e della merce che l’uomo si apprestava a vendere per mandare avanti la famiglia.

Le indagini, sono coordinate dai carabinieri della compagnia di Siniscola che già ieri hanno sentito a sommarie informazioni i suoi familiari e alcuni connazionali.

Si indaga in particolare nel mondo del
commercio ambulante, l’attività dell’uomo potrebbe infatti aver innescato qualche problematica che qualcuno ha pensato di risolvere con il fuoco. Escluso a priori il movente razziale visto che in passato non si sono mai verificati problemi tra gli extracomunitari e gli abitanti di Torpè.

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