Macomer, a scuola c’è La Nuova

Si chiude il progetto del giornale in classe: un ponte verso il mondo del lavoro e della tecnologia

MACOMER. “La Nuova@Scuola”, con la conclusione dell’anno scolastico si avvia a finire questa sua prima stagione. Un anno per tanti versi esaltante e ricco di novità anche nell’offerta formativa. È dunque tempo di bilanci per gli studenti, per gli insegnanti, per le tante aziende (sono oltre sessanta in tutta l’Isola) che hanno scelto e deciso di compiere questo percorso assieme al nostro giornale. Un viaggio comune e condiviso che ha portato tutti i giorni in classe il giornale. Uno strumento che anche per i nativi digitali – lo sono a tutti gli effetti i giovani coinvolti – si è rivelato molto utile per conoscere ed approfondire la realtà, approfondire l’analisi dei fatti, ma anche delle piccole e grandi questioni del territorio. Insomma di tutte quegli argomenti che ci toccano più da vicino e che è bene per un processo di crescita sempre più consapevole non ignorare.

L’altro fattore critico di successo è che La Nuova Sardegna in questi mesi è diventata un ponte tra il mondo della scuola e quello della industria, della tecnologia, della produzione. In poche parole il dialogo si è fatto fitto con l’universo del lavoro, partner dell’iniziativa attraverso un investimento in conoscenza e formazione. Lunedì all’Istituto tecnico di Macomer davanti a quattro classi (corso agrario, grafico, informatico e elettronica e meccanico) il confronto e l’interessante dibattito che ne è scaturito è stato con i rappresentanti nel Consorzio del pecorino romano, realtà importante che da trent’anni ha la sua sede proprio nella cittadina del Marghine. A raccontare ruolo, compiti dell’ente e soprattutto il peso per l’economia della Sardegna del pecorino romano sollecitata dal docente Salvatore Ghisu, responsabile del progetto, è stata Daniela Murgia che nel Consorzio si occupa principalmente di promozione di questo prodotto nei mercati nazionali ed esteri (negli Usa approda la quota più importante, quasi il 90 per cento). Nell’incontro non poteva non rimbalzare la recente eco della protesta dei pastori sul prezzo del latte, una mobilitazione legittima e condivisa anche a scuola ma che nasce – è stato detto – da una sovra produzione del prodotto che in alcune stagioni per una semplice legge di mercato ha degli effetti sull’equa rimuneratività del latte prodotto quotidianamente da migliaia di aziende dell’Isola. «Una crisi che si può fronteggiare ponendo in alcuni casi dei limiti alla produzione di pecorino romano e diversificando immettendo sul mercato altre tipologie di formaggi graditi ai consumatori» ha detto Daniela Murgia che ha risposto alle domande degli studenti e degli insegnanti sulle criticità di un settore strategico per lo sviluppo dell’economia dell’isola viste le migliaia di imprese coinvolte (la filiera occupa complessivamente 40 mila persone. Dai 12mila allevamenti che conferiscono alle cooperative e ai caseifici privati e includendo il vasto indotto con i trasportatori e confezionatori). La giornata si è conclusa con la distribuzione dei gadget
del Consorzio del Pecorino romano e con una degustazione del Pecorino romano, di una tipologia meno sapida di quello conosciuto. Un formaggio che ha tutte le carte in regola per entrare nelle tavole delle famiglie e non di finire miscelato con altri prodotti della grande distribuzione.

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