A Nuoro una casa per gli animali abbandonati

Dal maiale Friscarosa agli asini scampati al macello: il progetto di Anna Careddu nel “Rifugio di Minù”

NUORO. Friscarosa e i suoi circa 150 chili di setole, ciccia e simpatia, da mesi vivono agli arresti domiciliari. In attesa che l’Assl, la Regione e chiunque sia titolato per occuparsene, sbrogli la matassa normativa e decida come incasellare la sua presenza affettuosa all’interno di una famiglia nuorese per la quale è, a tutti gli effetti, un animale da compagnia esattamente come un cagnetto o un gatto. E come tale, dicono i suoi sostenitori, non può essere destinata al macello o alla riproduzione. Friscarosa, per ora, e nell’attesa che la legge decida il suo destino in tempi di restrizioni per la peste suina, non può uscire dalla sua piccola stalla, ma sogna di poterlo fare. Perché appena più in là, nei seimila metri quadri di terreno nelle campagne di S’Ena e Su Lumu, vicino a Predas Arbas, vivono tanti suoi amici a quattrozampe che una nuorese dal cuore d’oro, Anna Careddu, ha raccolto dalla strada, salvato dall’abbandono, strappato alla morte o alla malattia.



C’è Carletto, il maialetto pezzato, arrivato da Alghero e ultimo di una cucciolata che nessuno sapeva come sistemare. C’è Bianca, la cagnetta che nel terreno di S’Ena e Su Lumu, ci è arrivata invece con le sue zampe, stremata, e con una coda in necrosi poi prontamente curata. Ci sono i tre asini, Sissi, Elsa ed Esmeralda, che un tempo erano destinati al macello mentre ora possono cercare tranquilli fieno e paglia. Ci sono, tra gli altri, anche Cristiano, il montone dal colore bianconero, e pertanto con un nome tutto juventino, la pecora Beth, e la bellezza di 60 tra oche, galli e galline, senza dimenticare Pongo, il pony che insieme alla sua innata eleganza agita anche la criniera bionda. E poi c’è, soprattutto, lei, Anna Careddu, la nuorese di 41 anni dagli occhi puliti e lo sguardo pieno di sogni, che ogni mattina si alza di buon’ora e assiste, sfama, coccola, la sua fattoria ribattezzata “Il rifugio di Minù”, dal nome della prima cagnetta che aveva accolto e accudito.

«Io non “faccio” questo, io “vivo” questo – spiega lei stessa, sorridendo, mentre dà una carezza ai suoi tre asini e si accinge ad accompagnare le pecorelle al pascolo – questa è la mia vita, lo è sempre stata, perché è da quando ero piccola che raccolgo animali abbandonati o che nessuno sa dove sistemare. E con il tempo la mia passione non è cambiata, anzi, sono riuscita a farla diventare la mia vita. Dopo alcuni anni che lavoravo in un negozio per animali, infatti, ho deciso di dare una svolta a tutto e ho comprato questo terreno, mentre in un terreno qui davanti ho la mia casa. Vivo qui, insomma, circondata dagli animali che nessuno vuole o che sono stati abbandonati. Per me, per mio marito e i miei due figli, sono animali da compagnia. Non c’è differenza tra Friscarosa e i miei cani. Vorrei che tutti, a cominciare dai bambini, vivessero questa esperienza e imparassero il rispetto verso gli animali e il mondo. Tra gli animali non ci sono differenze. Per questo, il rifugio l’ho messo a disposizione di alcune associazioni che si occupano di ragazzi down». È piena di progetti, Anna Careddu, ed è una che agli animali vuole bene davvero. Ora, ad esempio, sogna di trasformare il suo terreno in un rifugio più attrezzato per animali dimenticati e abbandonati. «Vorrei poter accogliere altri animali che nessuno sa dove sistemare – spiega – quelli che nessuno vuole o sono destinati al macello. Ma servono tanti fondi e altro terreno che ora non ho. Ma sono fiduciosa e spero che il futuro mi riservi qualche bella sorpresa. Del resto, dopo l’avvio della raccolta fondi online, già qualcosa si sta smuovendo. Ma qui c’è tanto da fare: una delle prime cose è sistemare è il tetto del ricovero di Friscarosa. Ci piove dentro, purtroppo, e lei merita altro».
 

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