Internet senza più insidie coinvolti mille studenti

Il 30 maggio si conclude il ciclo di incontri nelle scuole sul cyberbullismo Sei mesi di intensa attività a Macomer e in altri cinque centri del Marghine

MACOMER. Il seminario finale è in programma a Macomer il prossimo 30 maggio. Saranno le ex Caserme Mura, a partire dalle 9, a chiudere il ciclo dei 20 incontri sul cyberbullismo. Promosso dall'Osservatorio Cybercrime Sardegna e finanziato dal Plus Marghine, il progetto sperimentale "Adolescenti tra Identità virtuale e reale: azioni per prevenire gli acting out", ha coinvolto studenti, professori, genitori e operatori socio sanitari. In sei mesi di attività sono stati quasi un migliaio i ragazzi degli istituti scolastici del territorio che, grazie a psicologi e altre figure professionali specializzate, hanno preso parte al percorso che ha avuto un unico obiettivo: quello di orientare alla prevenzione dei comportamenti a rischio che potrebbero sfociare in bullismo o cyberbullismo.

Attraverso azioni mirate, gli esperti del Centro di formazione Ifos di Cagliari e dell'impresa sociale "Nuovi scenari" di Nuoro, hanno fornito strumenti utili a formare e informare giovani e meno giovani sulla necessità di un utilizzo corretto e responsabile dei social networks. Partito da Macomer lo scorso 26 ottobre, il progetto ha fatto tappa a Borore, Silanus, Sindia, Bolotana e per finire a Bortigali lo scorso 21 maggio. Il seminario conclusivo in programma giovedì prossimo offrirà l'occasione per stilare un bilancio. Grazie all'ingente mole di dati e informazioni ottenute, l'Osservatorio Cybercrime Sardegna è stato in grado di tracciare una sorta di mappa e di avere un quadro chiaro e preciso della situazione che riguarda il Marghine, territorio non immune da fenomeni dilaganti come bullismo e cyberbullismo.

«La rete – mettono in guardia gli esperti del progetto – può nascondere pericoli insidiosi, specialmente se a utilizzarla sono soggetti vulnerabili come gli adolescenti. Per questo è stato necessario istruire anche i genitori su come navigare in sicurezza nel web». Gli adulti possono e devono giocare un ruolo fondamentale nella lotta alla discriminazione e alle torture psicologiche che, sempre più di frequente, avvengono dietro lo schermo di un pc o di un cellulare. La loro presenza accanto ai minori deve essere indispensabile. Non bisogna lasciare che i ragazzi, o bambini di 9 e 10 anni in alcuni casi, utilizzino da soli i social networks e neppure i videogiochi online. Sono proprio questi ultimi, nella maggior parte dei casi, a scatenare la cattiveria e le fantasie
perverse di chi insulta, diffama e adesca povere vittime indifese. Ogni messaggio, foto o video postato sul web può essere usato in modo improprio e avere ripercussioni gravi sulla vita dei soggetti interessati perché, non bisogna dimenticarlo, la realtà virtuale non è virtuale, è reale.

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